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La Contessa Adelasia


La conquista della Sicilia avviata intorno all’anno 1060 dai Normanni guidati da Roberto il Guiscardo e dal fratello il GranConte Ruggero I (1072-1101) avviene lentamente per la difficoltà di reclutamento di contigenti armati , tant’è che la tattica adottata dai due fratelli fù quella di una guerra mobile con la preoccupazione di munire ogni territorio conquistato di una cittadella o un Castello in grado di mantenere sotto controllo la popolazione sottomessa e di fare alloggiare al sicuro la guarnigione.
Anche se in combutta con l’emiro IBN –KAMUD di Castr Janni (Enna) e quasi tutta la Sicilia era nelle mani del GranConte , il potere temporale e spirituale lo esercitò in nome e per conto della Chiesa di ROMA e dopo l’incontro avvenuto a Troina nel 1088 con il Papa URBANO II per le nomine dei Vescovi delle Diocesi dell’Isola , con Ruggero I ebbe veramente l’avvio della dinastia normanna-sveva.
Nella nostra cittadina di AYN - DUN all’epoca un piccolo villaggio con un fortilizio arabo nell’alto(zona del Castello ) che faceva parte della Diocesi di Catania ,arrivò presumibilmente nel 1090 d.c. il giovane Ruggero Machabeo, figlio del Conte Radulfo Machabeo di Montescaglioso o Montecavernoso e della Contessa Matilde una figlia del GranConte Ruggero I ,quindi un nipote diretto per linea di sangue della Casa normanna degli Altavilla.
Questo valente Ruggero Machabeo faceva parte del contingente lombardo- aleramico del Conte Enrico , fratello della Regina Adelaide o Adelaisa nipote del Marchese Bonifazio del Vasto ;
val la pena ricordare lo stretto legame famigliare in quanto Adelaide del Vasto era la terza moglie del GranConte Ruggero I e suo fratello Enrico il capo aleramico era sposato con Flandina una figlia di suo marito,avuta dal precedente matrimonio.
Occorre precisare,in base ai vari documenti storici, che il gruppo più consistente degli immigrati al seguito degli armati normanni era quello proveniente dal Piemonte,Lombardia e Liguria , in pratica dalle campagne e città dell’Italia padana e feudale in quegli anni travagliata da una profonda crisi economica e sociale .
Per questi motivi legati all’occupazione di territori con una popolazione omogenea che nacquero le cosidette colonie lombarde come la nostra Aidone, Piazza Armerina, Nicosia, Sperlinga,
San Fratello, Novara,Paternò,Butera .
Secondo l’usanza normanna per i servigi resi dal padre Radulfo e poi dallo stesso Ruggero Machabeo e soprattutto per lo stretto legame di parentela gli furono dal GranConte Ruggero I assegnati i territori di Cefalu’, Collesano, Adrano(Adernionem), Paternò,(Paternionem )
Sancta Anastiam;, Aidone(Aydonum) e Caltanissetta.(1)
Questi vasti territori facevano parte del Patrimonio Regio e per la concessione ad libitum ai membri della famiglia normanna degli Altavilla e i beneficiari avevano l’obbligo di richiedere il consenso del Re ogni qualvolta dovevano assegnarli ai loro successori (maschi o femmine) e nel caso di matrimoni era anche richiesto l’assenso da parte della Corona.
Alla morte improvvisa di Ruggero Machabeo( ndr. ucciso in un combattimento?) nel possesso di questi territori gli subentrò per i suddetti vincoli la sorella Adelasia o
Adelicia nell’anno 1118 d.c.
Secondo il Rocco PIRRO la nostra Adelasia si sposò con Rinaldo d’Avanel un suo nipote , figlio del Consigliere della Regina Adelaide o Adelaisa il potente e nobile Conte Riccardo d’Avanel ,quest’ultimo si era sposato con una sorella maggiore di Adelasia una certa Adalgisa.
Questo matrimonio di Adelasia , una nipote diretta e legittima del GranConte con il congiunto Rinaldo d’Avanel , era stato forse voluto e combinato dalla Regina Adelaide durante la sua Reggenza nell’anno 1111 d.c per come ci appare dalla concessione che fece il giovanissimo Rinaldo di terre,villani e casali al Convento benedettino di S. Bartolomeo di Lipari come dono alla Chiesa per le sue nozze.
( decem villanos cum omnibus rebus et famiglie ) Rocco PIRRO - SICILIA SACRA .
Da un calcolo approssimativo ed in base all’anno del suo matrimonio Rinaldo d’Avanel poteva avere l’età di 17 anni , quindi molto giovane ,rispetto all’età della moglie Adelasia di 27 anni e quindi si presume che la Contessa fosse nata l’anno 1184 d.c
Rinaldo d’Avanel morì giovanissimo per cause che non conosciamo, ma è probabile che venne coinvolto nelle beghe di potere da parte dei nobili normanni e latini contro la Regina Adelaide,
Sappiamo che il padre Riccardo d’Avanel, Gran Consigliere della Corona, venne condannato e giustiziato per alto tradimento , durante la minorità di Re Ruggero II ,in quanto la Regina Adelaide continuò la politica del defunto marito con un pugno di ferro.
La politica della reggente Adelaide era quella di frenare le ambizioni dei nobili normanni applicando l’egualitarismo con la distribuzione delle cariche politico-amministrative ai vari esponenti e funzionari di tutti i popoli della Sicilia (latini,greci,ebrei,arabi ect).
Dunque il Rinaldo d’Avanel nell’anno 1126 d.c. (30 anni) trapassò lasciando vedova la nostra Adelasia con un figlio di nome Adam.
Mi pare verosimile che in seguito alla morte del giovane marito la Contessa Adelasia si dedicò anima e corpo alla realizzazione di Conventi e Monasteri .


Lo fece sicuramente per tutelare gli interessi del figlio Adam,ma anche per evitare che i suoi possedimenti ch’erano stati donati

direttamente dalla Casata d’Altavilla alla quale apparteneva per linea di sangue, potessero finire in mano ad altri nobili e per lo più ribelli al Regio potere.
Se da una parte alcuni nobili normanni e lombardi avevano sia la bramosia di potere che quella di possedere terre e casali, d’altra dobbiamo riconoscere che le loro donne si dedicarono alla fondazione di Chiese ,Conventi,Mulini e forni per far crescere la popolazione sempre in aumento delle piccole cittadine sorte sui vecchi paesi e casali arabi.
Tutti i dati sulla popolazione al tempo dei Normanni raccolti dagli studiosi son alquanto chiari la Sicilia divenne una terra senza crociati, una Regione nella quale transitavano parecchi poveracci alla ricerca di una dimora stabile; in pratica ci fù una nuova colonizzazione come al tempo dei Greci.
Ecco dunque che nel Diploma dell’anno 1134 d.c. la nostra Adelasia confermò la donazione del defunto marito Rinaldo d’Avanel per il Convento di S. Bartolomeo di Lipari e fece costruire la Chiesa di S. Maria lo plano con annesso Convento benedettino nella nostra AYN-DUN – (dall’arabo Fonte d’acqua) o in latino AIDONUM oppure AYDUNI in siciliano.
La Madonna era da sempre venerata dai Normanni ,perché non solo aveva permesso la loro conquista della Sicilia, tanto che venne raffigurata sulle prime monete del GranConte Ruggero I , ma venne donato un vessillo dal Papa Alessandro II come simbolo di una
Terra promessa ai cristiani.
Per questi motivi di natura religiosa la Contessa Adelasia fece anche costruire nello stesso anno 1134 la Chiesa e il Convento detto de Robore Grosso ad Adernò( Adrano).
La devozione ai Santi da parte dei Normanni fù anche legata al Regno di Gerusalemme in relazione al matrimonio contratto dal Re Baldovino con la Regina Adelaide, e soprattutto agli aiuti forniti agli Ordini cavallereschi(Templari, Giovanniti, S.Sepolcro).
Gli ordini cavallereschi ,soprattutto i Templari, sappiamo che possedevano tante proprietà in Sicilia e percepivano tanti introiti,donazioni e censi tanto che diventarono le prime Banche adottando il sistema dei percettori ; dei Cavalieri addetti all’Amministrazione dei beni sia provenienti dal Regno di Gerusalemme che dalle proprietà in Europa.
Per questo stretto legame con gli Ordini cavallereschi, la nostra Adelasia nel 1140 d.c. fece costruire una Chiesa dedicata a S. Pietro a Collesano e due altre ad Adrano dedicate a S. Elia Profeta e S. Giovanni Battista per i Cavalieri Templari.
Un’altra Chiesa dedicata a S. Filippo apostolo venne edificata nei pressi di Biancavilla e compare nello stesso Diploma dell’anno 1134 d.c. e venne donata dalla Contessa Adelasia insieme alla nostra Chiesa di S. Maria lo plano con le tenute di Portella ,Ginestrella, Commenda e Prainetto al Vescovo di Catania Jhoannes d’Aiello.
Sappiamo inoltre che la mugnifica Adelasia si dedicò a fare costruire un grande convento per le suore dedicato a S. Lucia nel 1150 d.c. fuori dalle mura di Adernò.
(Diploma dell’anno 1158 d.c. (Pirro) con l’assenso del Re Guglielmo I :
annuente et confirmante domino nostro Willelmo ……..rege
(Carlo Alberto GARUFI – I documenti inediti - 1912)
La Contessa Adelasia sopravvisse al marito molti anni (40) e la sua morte avvenne nel 1160 a Caltanissetta nel suo Castello di Pietrarossa, aveva dunque la veneranda età di 76 anni.
Pare che suo figlio Adam sposò la nobile Costanza, una figlia dello stesso Re Ruggero II e di Albira ed ebbe un figlio di nome Ruggero che ereditò il titolo nobiliare della casata
d’Avanel-Altavilla.
Il Conte Ruggero d’Avanel-Altavilla compare in un documento dell’anno 1170 d.c. e riguarda la sua concessione della Chiesa di S. Giovanni Battista di Adernò, già edificata dalla nonna Adelasia, in favore della Commenda di Messina.
Sappiamo da alcune fonti storiche che questo Ruggero d’Avanel, nipote della nostra Contessa Adelasia , senza il dovuto consenso di suo cugino il Re Guglielmo I il malo , si sposò con la sorella di Guglielmo Conte di S. Severino che faceva parte del gruppo dei nobili ribelli alla corona.
Lo stesso Ruggero d’Avanel-Altavilla venne coinvolto nella congiura ordita da parte dei nobili
Il Conte Simone( figlio di Enrico , cognato del Granconte Ruggero) Tancredi(nipote del Re Guglielmo ,figlio del fratello Ruggero) Guglielmo Conte di Alesa ,Roberto di Bova, Riccardo Mandra in combutta con Matteo Bonello contro il Re Guglielmo I e Majone il suo fedele Ministro.
Dopo la breve crisi nella quale venne estromesso dal potere il Re Guglielmo I,quando gli inganni del Bonello e degli altri furono allo scoperto con la nomina del giovanissimo Ruggero III e il popolo ribadì la propria fedeltà alla corona si diede inizio alla repressione.
Per salvarsi Ruggero d’Avanel fuggì dalla Sicilia e si rifugiò nel Lazio presso in un Castello di Fondi un possedimento della moglie, per evitare la vendetta operata dal Re Guglielmo I contro i nobili ribelli capeggiati da Ruggero Sclavo (ndr. un figlio illegittimo del Conte Simone d’Altavilla cugino di Adelasia) che si erano macchiati di grossi crimini come la strage della popolazione saracena.
In questo triste episodio storico sappiamo che venne distrutta la cittadina di Iblatasah (Piazza Armerina) e parecchi suoi abitanti trovarono ricovero nella nostra Aidone.
In ogni caso il Fazello parla del perdono da parte del Re Guglielmo I nei confronti di Ruggero d’Avanel per rispetto della nonna Adelasia e per il grado di parentela infatti erano cugini in quanto il Re Ruggero II era zio di Adelasia e nel contempo fratellastro di sua madre la Contessa Matilde.
Pare che la nostra Contessa Adelasia oltre il defunto Ruggero, avesse anche un altro fratello poiché attraverso un Diploma greco della Cattedrale di Messina datato 30 marzo 1142 il giustiziere di Castrum – Hennae = Qastr Janni(Enna) Roberto d’Avanel viene qualificato come suo fratello, ma potrebbe trattarsi di un suo nipote e/o cognato.
Dobbiamo rilevare con soddisfazione che la nostra cittadina di Aidone ha un simbolo imperituro legato alla Contessa Adelasia d’Avanel-Altavilla ed è la Chiesa di S. Maria Lo Plano(l’attuale Santuario di S. Filippo apostolo frequentato da moltissimi visitatori).
La Chiesa venne ceduta insieme al terreno attorno ai Padri Benedettini per realizzare il Monastero fuori dalle mura cittadine,secondo il Mazzola sul vecchio cimitero arabo, in tal modo i frati potevano utilizzare la sorgente d’acqua di uno dei bracci del fiume Gornalunga, l’antico ALBOS o ERIKES di MORGANTINA , nell’attuale Vallone Garraffo ed è molto probabile che lungo il percorso venne costruito un Mulino ad acqua.
( ndr. secondo il Gioacchino Mazzola la parola araba Garaf che significa Santone).


CONSIDERAZIONI FINALI


AYN-DUN era dunque un casale arabo ? anche perché in arabo significa Fonte d’acqua o Fonte superiore , allo stato attuale non abbiamo reperti archeologici che possono dimostrare tale ipotesi , ma secondo me con una campagna di scavi archeologici da parte della Soprintendenza ai BB.CC.AA di Enna, presso il nostro Castello si potrebbe trovare una risposta.
Sappiamo per certo però che la lingua araba venne utilizzata dai conquistatori Normanni per un lungo periodo che và dal dominio del GranConte Ruggero I anno 1090 sino al
Regno di Guglielmo II ( Anno 1189).
D’altronde il geografo arabo EL IDRISI scrisse la sua opera (1150) sulla descrizione della SICILIA e dei vari Comuni compreso il nostro , per magnificare il Re Ruggero II in lingua araba , per cui ci appare più veritiera la tesi storica del Tommaso FAZELLO :

AYDONUM LOMBARDORUM OPPIDUM, NORMANNORUM TEMPORE, SUPERATIS SARACENIS A LOMBARDIS, QUI CUM ROGERIO COMITE IN SICILIAM TRAICERUNT…..”

Mi pare doveroso ricordare che nel nostro territorio c’erano anche la Chiesa di S. Maria della Cittadella e S. Maria del Baccarato( G.MAZZOLA ndr. dall’arabo Magarah) ,quindi mi sorge questa domanda spontanea :

Dopo la distruzione di MORGANTINA avvenuta nel 36 a.c. la popolazione dei morgantini sopravvisse sino all’arrivo prima degli Arabi (827-1060) e poi dei Normanni.?

Fonte:
Archivio Storico Comunale


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