Associazione Turistica Proloco Aidone

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La civiltà dei Morgeti

Una mia recente visita al Museo archeologico di AIDONE , ricavato dall’arch. Franco Minisssi nell’ex-Chiesa e Convento dei PP. Cappuccini ed inaugurato nel 1984 ,ma soprattutto una lunga passeggiata sulla Cittadella ove è possibile guardare a 360 gradi tutta quanta la pianura etnea e i monti Erei ed ancora oggi è più visibile l’antico fiume ( Gornalunga ) per la presenza della capiente Diga Ogliastro, mi hanno sollecitato ad indagare e scrivere sull’antica Morgantina .
Questa polis siculo-ellenizzata anche se venne distrutta su ordine di OTTAVIANO nel 36 a.c. per una sorte del “fato” ci ha aperto le porte della storia della Sicilia poiché la sua iniziò sin dal XVII sec.a.c. nella prima età del Bronzo come villaggio sicano e proseguì come cittadina morgetica, prima della sua colonizzazione ad opera dei calcidesi.
Chiunque vuole conoscere i dati storici su MORGANTINA con la consultazione delle opere di TUCIDIDE(1) ,CICERONE,DIODORO SICULO(2) ,STRABONE(3) ,DIONIGI di Alicarnasso ect. ricava un’arco temporale ristretto perché si tratta della MORGANTINA greco-romana quella del periodo dal VI al I sec.a.c. .
Ma per chi vuole capire e comprendere la segreta storia della nostra antica città , il lavoro e lo studio dell’archeologo Prof. Erik SJOQVIST , sollecitato dal Prof. Luigi BERNABO’ BREA che aveva intuito qualche cosa sulla mappa dell’Isola redatta di Filippo CLUVERIO del 1619, sono stati le basi di partenza.


Il prof. Erik SJOQVIST capo della missione archeologica dell’Università di PRINCETON , nel 1955 insieme all’arch. Richard STILLWELL svelò per la prima volta il mistero su MORGANTINA.
Sappiamo che questa antica città per diversi anni venne utilizzata come cava di materiali , prima dagli Arabi (Sadd u rann= Sella Orlando ) e poi dai Normanni e Lombardi per l’edificazione dl centro abitato di AIDONE( AYN-DUN).(4)
Per le sue vaste dimensioni e soprattutto per i reperti archeologici che i contadini portavano allo scoperto venne studiata dall’archeologo-numismatico Giuseppe Andrea RANFALDI *(Aidone 1823-1866) che scrisse un’opera Ricerche storiche-critiche sulle cose di Sicilia antica vertenti alla illustrazione di una diruta città sicula pubblicata postuma dal Comune nel 1884.(5)
Il RANFALDI come gli storici Tommaso FAZELLO(1558) , Sen.Vincenzo CORDOVA(6) (1880) e Gioacchino MAZZOLA (1884) (7) autori della Storia di AIDONE , pensava si trattasse di HERBITA,una polis
siculo-ellenizzata nota per le vicende legate ad Arconide e Ducezio, tant’è che gli aidonesi già famosi come Gaetano SCOVAZZO, Filippo CORDOVA(8) ,Filippo MINOLFI ,Vincenzo D’ARENA-BOSCARINI* si consideravano Herbitensi ed orgogliosi di un passato glorioso.
Anche lo studioso Luigi PAPPALARDO nel 1881 intraprese degli scavi nella contrada
S.Francesco Bisconti scoprendo un grande Santuario arcaico dedicato alle Dee DEMETRA e PERSEFONE .
Il PAPPALARDO effettuò con l’approvazione e consenso del Comune degli scavi anche nella contrada Sella Orlando per conoscere la verità ; sebbene alcune bellissime case ellenistiche furono portate allo scoperto ,non riuscì a dimostrare nulla.(9)
Il grande archeologo Paolo ORSI (10) che effettuò dei saggi di scavi sia in contrada Sella Orlando che in alcune zone di Aidone ,sebbene avesse intuito qualcosa su questa misteriosa Cittadella diruta , non riuscì, forse perché impegnato altrove, a dimostrare scientificamente la verità.
Per conoscere bisogna vedere !!!! per cui è necessario vedere con i propri occhi i reperti archeologici per avere una visione totale di un sito archeologico unico in SICILIA perché con la sua grande Agorà a due livelli con i vari edifici pubblici : Le stoai –i grandi Granai di Archimede - il Bouleterion- il Pritaneon –
il Macellum romano - il Teatro Greco, La casa-Fontana ,il Santuario di DEMETRA e PERSEFONE sono le testimonianze evidenti di un popolo quello dei Siculi-Morgeti ( Morgantini-sicelioti nel periodo greco) che conservò ,a mio parere, una propria identità culturale e religiosa sino alla conquista e distruzione ad opera dei Romani nel 211 a.c.(11)


Dall’indicazione dei periodi che il visitatore può leggere nel tabellone al piano terra del Museo ,si rileva che l’area della CITTADELLA è stata popolata ed abitata sin dal IV° millennio a.c. e non fà che confermare una realtà storica presente in tutte le civiltà del Mondo.
La presenza del fiume GORNALUNGA(l’antico ALBOS o ERIKES) permise lo sviluppo nell’età del rame (3000-2300 a.c.) sino alla seconda metà del secondo millennio in varie contrade del vasto territorio di AIDONE quali : Cozzo LUPO – DRAGOFOSSO -CRUNICI - FARGIONE- TOSCANELLO- PIETRAPESCE., ma soprattutto in Contrada GIRESI dove la presenza dell’uomo è stata accertata per un lungo periodo per la vicinanza del fiume.(12)
Dagli studi scientifici del Prof. Erik SJOQVIST (periodo 1955-1967) e dai suoi successori Hubert L. ALLEN (periodo 1968-1971) e L.R.LEIGHTON (periodo 1993) e dal Prof. Malcolm BELL( che vi ha lavorato come membro della missione americana sin dal 1968 ed ancora ai nostri giorni , ho ritenuto utile suddividere in tre periodi la civiltà di MORGANTINA associando il concetto di civiltà a quello di un popolo con degli usi e costumi comuni.(13)



a) Il primo periodo è riferito al popolo dei Morgeti dal XI sec.a.c. al VI sec.a., e questo sarà il soggetto del presente studio.

b) il secondo periodo all’ ellenizzazione e dominazione dei Greci (550-211 a.c.) e quindi si tratta dei nuovi sicelioti o meglio i Morgantini e non più dei Morgeti;

c) il terzo periodo romano (211 -36 a.c.) di decadenza è quello triste della schiavitù quale polis romana decumana.

E’ pur vero che, nonostante le guerre e distruzioni rimane sempre viva la storia, perché essa ci viene tramandata anche per tradizioni orali , ma soprattutto viene suffragata sempre da documenti, sempre scritti dai vincitori.

Dobbiamo essere riconoscenti allo storico DIODORO SICULO ,il quale sebbene operasse sotto l’egida di ROMA ci ha lasciato un vero e proprio tesoro con la sua BIBLIOTECA HISTORICA.(14)
Anche se c’è poco sulla Storia della SICILIA perché la maggior parte dei suoi libri sono andati perduti.
La mancanza di testimonianza scritte e/o documenti ha fatto sì che rimanesse nell’oblio la storia un popolo come quello dei Morgeti .

I SICANI a MORGANTINA?


Conosciamo attraverso la mole di studi del Prof. Luigi BERNABO’ BREA che i Siculi arrivarono nell’Isola , già popolata dai Sicani , in un periodo piuttosto lungo che parte dal 1800 a.c. della prima età del Bronzo sino al XI sec. a.c.(Pantalica 1050 a.c.) (15)
La popolazione autoctona sicana si era stabilizzata in molti insediamenti nella Sicilia sin dall’ età neolitica perché con la diffusione dell’agricoltura e dell’allevamento degli animali si era formata una primitiva società che viveva in tanti villaggi , sparsi in alcune zone ove era possibile cacciare gli animali e talvolta riuscirono ad allevarli.
La scelta dei primi insediamenti in Sicilia è testimoniata da molti ritrovamenti e reperti archeologici provenienti dalla grande pianura etnea,( 16) es. in c. da Rocchicella di MINEO) .


Questi insediamenti del periodo neolitico con diversi villaggi stanziati in tanti poggi che variavano dai 100 ai 250 metri lungo il tragitto dei fiumi Simeto e Gornalunga permettevano al popolo dei Sicani di vivere piuttosto bene perché provvedevano sia alla coltivazione e lavorazione dei cereali(frumento – farro ) e legumi (fava. veccia, piselli, cicerchia ect) che all’allevamento di capre,pecore ed in minor misura bovini e suini.
In base a ciò ed ai reperti ritrovati sulla collina si è ipotizzata la presenza di un villaggio neolitico in contrada GIRESI, che è dislocata nelle vicinanze del fiume Gornalunga.(17)
In queste società primitive c’era la possibilità di disporre in ogni momento di riserve di carne e latte; ecco dunque che nel villaggio le famiglie erano fra loro in perfetta comunione di beni per come è stato rilevato in svariate aree dei due fiumi.
Da molti studiosi la vasta pianura compresa delimitata dall’Etna a nord, dai monti Erei ad ovest e dall’altipiano degli Iblei a sud è stata considerata la vera Mesopotamia della Sicilia o meglio terra di mezzo la cosidetta Mesogheia –(18)
Il cambiamento o meglio il passaggio è stato piuttosto lento , possiamo ipotizzare che dai villaggi all’aperto dell’età neolitica media (facies di Stentinello datazione 5000-3000 a.c.) a quelli muniti di difese del tardo neolitico ( facies di Diana datazione 3000-2300 a.c. ) e poi infine ai villaggi sulle sommità di montagne e colline dell’età del rame (facies di Malpasso) avvenne inevitabilmente perché una società primitiva strutturata sullo schema di economia semplice (coltivazione,allevamenti,lavorazioni ect) aveva maggiori bisogni per una popolazione cresciuta in modo considerevole ed anche per i vari spostamenti di popoli alla ricerca di luoghi migliori e più sicuri.
Nell’età del rame la società primitiva di fatto era suddivisa in pastori-guerrieri da una parte che provvedevano alla caccia e dall’altra dalle donne che si occupavano delle risorse alimentari dei villaggi.
Tutti i dati scientifici raccolti nelle zone della Sicilia dove erano stanziati i villaggi del tardo neolitico sono alquanti chiari ed inequivocabili; si praticava la caccia agli animali e si provvedeva alla loro domesticazione.
Il ritrovamento di grandi capanne lunghe più di metri 20 dove era possibile ospitare non solo tante persone ma anche i loro greggi di pecore,capre,maiali e perfino cervi sono la prova evidente.
A MORGANTINA qualcuna di queste grandi capanne è stata ritrovata nella nell’ Area III della CITTADELLA
denominata dai primi scavatori Farmhouse Cittadella = Cittadella della fattoria, ma è stata attribuita una datazione per l’antica età del bronzo (2300-1430 facies di Castelluccio) anche se vi sono tracce che rimandano alle facies Diana e Malpasso (età del rame).(19)
La religiosità della popolazione siciliana dell’età del rame è stata svelata dalle piccole sculture antropomorfe nelle quali era rappresentata una figura femminile fortemente sessuata , legata quindi al mito della procreazione e della fertilità ,che sono poi i legami indissolubili fra storia e mito in quasi tutti i paesi del Mediterraneo.
In pratica in quel periodo in Sicilia si affermò quella divinità che venne denominata la Dea Madre GHERRA – la SIKELIA dei siculi e poi divenne la DEMETRA per i greci e la Dea CIBELE o REA o Magna Mater per i romani molti secoli dopo.(20)
Con l’età del Bronzo(2300-1050 a.c) le società primitive dell’Isola ebbero un salto di qualità perché i villaggi realizzati nelle sommità o alture erano composti da varie capanne circolari , ma sistemate tutte in modo razionale con degli spazi comuni (es. villaggio ausonico di Capo Graziano delle Isole Eolie
datazione 1800-1400 a.c).(21)
C’erano anche delle piazzette e delle strade con dei muri di cinta alti in grado di proteggere la popolazione dagli attacchi di stranieri i pirati.
Una pianificazione urbanistica, che fà pensare ad una gerarchia in seno a quei villaggi con delle leggi da rispettare ed in ogni caso la tipologia era quella di una piccola cittadina.
La religiosità ( non parlerei di religione) aveva un ruolo principale nella loro vita , per come ci è stato testimoniato dalle loro necropoli con le tombe a grotticella artificiale.
Le capanne dell’età del bronzo hanno un basso zoccolo in pietra ,lo scheletro con grossi pali lignei e soprattutto hanno una banchina lungo il margine interno,adatta per depositare gli utensili(vasi- doloi- coppe) e che permetteva anche ai componenti di riposare in letti di paglia.
Solitamente queste capanne avevano anche una piastra fittile al centro che serviva alle donne per l’ attività
famigliari ( lavorazione dei cereali,impasti di argilla , ect)


Il corredo domestico era composto da grandi contenitori per derrate (cereali ect) e acqua e da alcuni vasi grandi con alto piede per i liquidi e dei piccoli vasi con anse che servivano ad attingere acqua.
Pare anche che ci fossero dei divani e tavoli per come è stato possibile riscontrare in alcuni reperti archeologici ritrovati in alcune tombe di Thapsos.(1430-1250 a.c.)(22)
Nell’età del Bronzo antico(facies di Castelluccio 2300-1430 a.c.) i defunti dei Sicani venivano seppelliti in tombe famigliari ed erano accompagnati dagli oggetti utilizzati durante la loro vita .
I recenti studi su questo popolo autoctono dell’Isola dimostrano che prima praticavano la cremazione dei loro cadaveri ma con i contatti avuti con altri popoli (mercanti cretesi e micenei) iniziarono a credere alla continuità della vita nell’aldilà.
Praticamente i defunti venivano seppelliti con i loro oggetti personali di ornamento e gli venivano collocati accanto dei vasi che contenevano le provviste per il lungo viaggio verso il mondo ignoto.
All’esterno della tomba venivano collocati dei vasi di ceramica che venivano prima utilizzati per le libagioni e per i riti religiosi celebrati davanti alle sepolture.
Successivamente questa usanza di praticare i riti religiosi venne modificata nel periodo medio (Thapsos 1430-1250 a.c.) con la collocazione all’interno delle tombe di vasi in ceramica , di pendagli, braccialetti , fibule,ago, fuseruole e rocchetto per le donne segni indistinguibili delle loro attività ) e tal volta l’abbigliamento e le armi utilizzati dal defunto in vita e cioè mantello in pelle d’animale, lancia,spada ,ascia, coltelli, schinieri ect.
Sappiamo dallo studio dei resti vegetali carbonizzati rinvenuti che nell’età del bronzo in Sicilia , che oltre le coltivazioni dei cereali sono state praticate le coltivazioni arboree dell’ulivo e della vite.(23)
In pratica con la diffusione dell’agricoltura arborea e con l’utilizzo di nuovi strumenti di lavoro e cioè una maggiore varietà di contenitori in ceramica (pithoi- askos- teiere - ) nei villaggi siculi e
ausonici (1800-1400 a.c) compare il lavoro specialistico degli artigiani.
Questi artigiani sono stati i primi professionisti a tempo pieno , sia quelli del tornio per la lavorazione della ceramica e che dei fabbri per gli utensili ed armi .(es il mito di Efesto simboleggia quel tipo di evoluzione)
Gli artigiani siculi che si spostano di villaggio in villaggio per offrire e vendere i loro prodotti ai vari abitanti sono stati i primi a creare una vera e propria koinè sicula,anche se c’è da rilevare che i migliori vasi provenivano dal commercio con le navi micenee.(24)


FONTI LETTERARIE



A MORGANTINA in base alle indagini e scavi effettuati nel 1957 dal prof. SJOQVIST sappiamo dell’esistenza di un villaggio Castellucciano nella contrada Serra Orlando (Area V denominata dagli scavatori S. Francesco Bisconti ) risalente al XVII sec. a.c.(datazione presunta 1750 a.c.) ma soprattutto sulla CITTADELLA di un villaggio della tarda età del bronzo (1800 a.c) dello stesso tipo ausonico di Capo Graziano di Lipari.
Pertanto possiamo constatare che Morgantina rappresenta un film completo sulla storia della Sicilia a partire dall’età media del bronzo (1.800 a.c) e sino all’anno 30 a.c. quando l’Isola da molti anni Provincia romana della Repubblica si appresta a far parte dell’Impero voluto da Ottaviano, erede del grande Cesare e vincitore del rivale Sesto Pompeo a Naulocos.(36 a.c.)(25)
La Polis di MORGANTINA , trasformata in Oppidum romano ,viene completamente distrutta e abbandonata perché ha ospitato parecchi sostenitori e schiavi aderenti alla causa del figlio di Pompeo Magno per cui la definizione di STRABONE ci appare veritiera quando scrisse prima del 20 d.c. :

MORGANTINA era una città ;ora non esiste più


Ma cosa sappiamo di MORGANTINA attraverso le fonti storiche e letterarie?

Mi pare opportuno tracciare un quadro complessivo citando gli autori che si sono occupati di questa Polis scomparsa definitivamente intorno al 50 d.c. secondo la tesi del prof. Malcolm BELL(26)

DIODORO SICULO che scrisse la sua opera traendo le notizie più antiche dallo storico siracusano ANTIOCO ,da EFORO ,da FILISTO, da TIMEO ,da FILINO ,da POLIBIO e infine da POSIDONIO.

ANTIOCO scrisse la sua opera sulla SICILIA dalle origini sino all’anno 424 a.c. quando MORGANTINA venne ceduta a KAMARINA per un’ imprecisata somma di denaro a SIRACUSA per stipulare quella Pace di GELA voluta dal condottiero siracusano ERMOCRATE che auspicava un’autonomia delle Polis siceliote rispetto alle politica di alleanza seguita da alcune Polis siceliote con la potente ATENE,quest’ultima cercava di riscattare le sconfitte subite da SPARTA con la conquista dell’Isola.
Se è pur vero che la storia viene scritta in base ai propri convincimenti politici ANTIOCO scrisse una storia della SICILIA influenzata dalla politica di ERMOCRATE che aveva tutto l’interesse di valorizzare il passato con le vicende dei popoli dei Sicani e dei Siculi e Morgeti.(27)
Una storia della Sicilia tutta diversa da quella scritta dall’ammiraglio FILISTO l’amico di DIONISIO
il grande che nutriva dei risentimenti sulla popolazione sicula.
Sappiamo che DIONISIO nel 396 a.c. conquistò con la forza MORGANTINA ma si trovò degli ostacoli da parte delle popolazioni sicule di alcune Polis come Agyrion-Herbita per cui stipulò dei patti.(28)
TIMEOlo storico di Tauromenio scrisse la sua opera riferendo che i Sicani erano un popolo autoctono della Sicilia perché evidentemente non solo riprendeva il discorso di ANTIOCO sulla origine della popolazione ,ma intendeva porre l’accento sulle cattive azioni dei tiranni (DIONISIO padre e figlio
400-354 a.c.) ) la politica violenta di AGATOCLE (317-289 a.c) e valorizzare la politica intrapresa da TIMOLEONTE(344-330 a.c.) rispettoso delle tradizioni sicule e delle autonomie delle Polis siceliote.(29)
Sappiamo non solo dai documenti storici , ma anche dalle risultanze archeologiche che TIMOLEONTE riuscì politicamente a cambiare lo status quo del potere in Sicilia memore del fallimento del suo predecessore DIONE(periodo dal 357 al 354 a.c.) il cognato di DIONISIO il grande amico oltre che allievo del grande filosofo PLATONE,quest’ultimo coinvolto nelle vicende siciliane già dal 388 a.c
Il condottiero corinzio non solo sconfisse l’esercito punico ma si sbarazzò di tanti tirannelli delle varie Polis. Timoleonte favorì la crescita di tante Polis siceliote e sicule con una razionale sistemazione urbanistica e la realizzazione di tanti edifici pubblici ,non tralasciando una nuova colonizzazione con lo spostamento di intere popolazioni e l’arrivo di nuovi greci.
Nella nostra Polis durante il periodo di Timoleonte (344-330 a.c.) venne realizzata una grande Agorà in quella più antica risalente al periodo kamarinese (424-403 a.c.) con la costruzione dell’Ekklesiasterion per le assemblee pubbliche ,il Bouleterion per il Senato cittadino e il Pritaneon per i magistrati eletti annualmente a gestire il potere di vigilanza e di controllo.(30)
In pratica gli storici ci hanno lasciato molti margini sull’interpretazione delle loro storie e/o leggende con le prove scientifiche delle scoperte archeologiche effettuate negli ultimi 30 anni a MORGANTINA.


STUDI ARCHEOLOGICI


Lo scopo principale del presente studio è quello di fare il confronto fra quello che hanno scritto nelle loro Storie gli autori classici suindicati con le datazioni attribuite ai reperti archeologici della nostra Polis.
Sappiamo dalle fonti che nel XIII( secondo DIONIGI di Alicarnasso fonte tratta da ELLANICO) o nel XI sec. a. c.(secondo TUCIDIDE fonte tratta da ANTIOCO ) alcune popolazioni provenienti dalla penisola italiana i Siculi e i Morgeti si stabilirono nella Sicilia orientale .



Con i reperti archeologici ritrovati a MORGANTINA soprattutto quelli nella CITTADELLA abbiamo certamente una prova sufficiente non solo datare l’età del ferro in Sicilia, ma anche quella
di conoscere la verità sul popolo dei Morgeti e sul mitico loro re Morges che a mio parere è stato raffigurato nella prima moneta d’argento coniata nel 465 a.c. dopo la soggiogazione dei primi tiranni di Siracusa IPPOCRATE-GELONE-GERONE I (510-466 a.c.) da quella minoranza calcidese democratica per la popolazione morgetica.
La mia ipotesi sulla evoluzione e sulla popolazione ,in questo caso dei Morgeti , sulla base delle scoperte scientifiche effettuate dagli studiosi a partire dal 1955 , in modo particolare dal Prof. Erik SJOQVIST si basa sulle seguenti considerazioni:

a) il villaggio dei Sicani autoctoni primi abitanti di Sella Orlando (AREA V di S. Francesco Bisconti) ( descrizione dello strato 6 : ceramica rossa tipo castelluccio – resti di capanne, focolari, selce, ossidiana – ossa di bue ,capra e pecora )
venne distrutto da questo popolo di Morgeti provvisto di armi , che dallo stretto di Messina si era portato all’interno della Sicilia attraverso la zona costiera e la pianura etnea.


b) nell’Acropoli superiore della Cittadella – resti di ceramica del tipo Ausonio II (1440-1050 a.c.) un segno indistinguibile della presenza della popolazione sicula-morgentica dalla fine dell’età del bronzo all’inizio di quella del ferro.


c) Capanne dell’età del ferro(datazioni presunte 1050-900 a.c) in tutta l’Area della Cittadella tutte risalenti al XI sec.a.c. con molti resti di animali soprattutto di cervi


d) Tombe dell’età del tardo bronzo(1250-1050 a.c. (sicule o sicane? ) distrutte nell’area IV di Sella Orlando e soprattutto nello strato 5 dell’Area V S. Francesco Bisconti vi sono resti di ceramica simile a quella trovata a Pantalica(1250-1050 a.c.) e Sant’Angelo Muxaro con una sequenza cronologica dal XI sec. al VII sec.a.c. e
cioè sino al momento della colonizzazione greca ad opera dei calcidesi provenienti probabilmente da Katane o Leontini.(31)





e) Necropoli arcaica situata nelle falde nord-orientali della Cittadella formata da tombe a camera ricavate nella roccia arenaria .
Ogni tomba era destinata a più cadaveri e serviva ad una famiglia per più di una generazione.
Tale disposizione e tipologia è attribuibile ai Siculi e Morgeti , per come è possibile rilevare nelle numerose tombe sicule di Pantalica e Cassibile (1250-1050 a.c.)

f) Con la distruzione della Polis ellenizzata(realizzata sulla Cittadella intorno al 550-530 a.c.) da parte del condottiero siculo DUCEZIO nell’anno 459 a.c. la nuova Polis viene ricostruita sull’antico abitato della prima popolazione sicula-morgetica nella contrada Sella Orlando .
Con la distribuzione di lotti e il ripristino del Santuario dedicato all’antica Dea madre sicula( SIKELIA)
il condottiero siculo Ducezio che usava sistemi greci per la sua formazione ,aveva l’interesse di coinvolgere la popolazione di Morgantina formata al 80-90% dai discendenti dei Morgeti.
Inoltre Morgantina insieme alle vicine Palikè e Menanion era la sede spirituale principale dei Siculi,tant’è che il santuario dei PALICI era dislocato a Menanion.(32)
Il mito sui Palici , figli gemelli di Zeus e la ninfa Talia o per alcuni figli di Efesto e della ninfa Etna fù sempre presente in Sicilia sino al periodo romano (es. denario di Sesto Pompeo del 36 a.c.).

Sappiamo dal mito in greco Mithos ovvero una narrazione orale codificata dai Greci, che la ninfa Talia
era presso il fiume Simeto e nascose i figli avuti da Zeus nella Terra(Ghè) per cui è facile intuire l’operazione effettuata dai colonizzatori sulla popolazione sicula abitante la pianura etnea in pratica mantennero una tradizione religiosa già consolidata.(33)
Una prova evidente ci viene data dai giuramenti solenni che si pronunciavano al Santuario dei Palici.
Ducezio, abile condottiero e fondatore della SINTELEIA (la lega delle polis sicule) nel 458 a.c. non fece altro che ripetere un rito religioso praticato già secoli prima dai Siculi-Morgeti.(34)
Questo rito religioso di pronunciare giuramenti al santuario dei Palici è presente anche durante la seconda guerra servile e il capo degli schiavi ribelli Salvio (105-101 a.c.) aveva attaccato e conquistato probabilmente Morgantina perché la riteneva depositaria della libertà del popolo siculo. (35)

g) Morgantina ebbe la maggioranza della popolazione sicula-morgetica piuttosto che siceliota come in tante altre polis anche nel periodo di Timoleonte (344-330 a.c.) .
Il condottiero corinzio rispettoso dell’autonomia della Polis diede un significato importante alla Dea SIKELIA e soprattutto al fiume ALBOS (Gornalunga) che aveva favorito in passato lo sviluppo e la ricchezza del suo territorio.a testimonianza di ciò abbiamo una moneta di bronzo venne fatta coniare da TIMOLEONTE con l’effigie della Dea Sikelia e la scritta Albos simile all’altra dedicata ad Apollo e il tripode sacro.
Dopo l’ellenizzazione forzata e l’imposizione religiosa da parte dei Greci , la Dea SIKELIA aveva ancora conservato nel periodo di Timoleonte le sue origini sicule.(36)


h) Le divinità greche che a Morgantina hanno sempre avuto un tributo religioso da parte della popolazione erano le dee DEMETRA e PERSEFONE ed in misura minore ATHENA,ARTEMIDE , APOLLO e ZEUS. (37)




Le divinità di MORGANTINA

DIODORO SICULO (V -2 ) parlando della Sicilia ,dopo la descrizione scrisse:

Abitando questa i Sicelioti accolsero dai progenitori (siculi e morgeti) tramadandosi da tempo ai discendenti una tradizione che l’Isola risulta sacra a DEMETRA e KORE.
…………….Infatti nella pianura di Lentini e in molti altri luoghi della Sicilia(Morgantina?) fino ad ora ancora germoglia il frumento chiamato selvatico.

PERSEFONE era la dea preposta alla fertilità della terra perché figlia(Kore) di DEMETRA(Dea Mater) ma sin dalle prime colonizzazioni greche aveva la prerogativa di regnare nel mondo dell’aldilà con HADES il Dio dell’Averno .(es. parecchi santuari di Persefone vennero edificati fuori dal centro abitato).
Mi pare che il ciclo legato alle fasi lunari per le celebrazioni religiose in onore di Persefone, sia da collegare all’antico rito religioso dei Morgeti che praticavano per i loro morti.
L’ipotesi più verosimile è quella che la popolazione morgetica tramandò nelle proprie famiglie una tradizione religiosa legata al mondo dell’aldilà, in pratica la sopravvivenza dei loro morti che i Greci colonizzatori non riuscirono mai a cancellare.
L’antica usanza sicula di fare alcuni pani di sesamo e miele con delle forme particolari dedicati alla loro dea Madre venne propagandata dai greci nei riti religiosi dedicati a Demetra.
Come hanno rilevato alcuni studiosi (ASHERI ) nell’incontro delle due culture fù la greca che assimilò la sicula e non viceversa; ma durante il processo di assimilazione la grecità delle Polis siceliote finì per crearsi una sua propria fisionomia culturale.(38)
Con il mithos delle tre loro Dee ATHENA, ARTEMIDE e PERSEFONE tutte dominatrici della Sicilia con le sedi nelle prime colonie Naxos –Siracusa –Zancle – Megara Hiblea i colonizzatori greci con la loro razionale sistemazione della religione soppiantarono di fatto le divinità sicule legate alla natura

Degli esempi semplificativi : le tre Ninfe- Anna e le Paides – le Korai ect.–
il pastore Dafni =daphne=alloro ch’era un pastore di buoi =bukolos – il Dio Pan )
Alcuni studiosi (E. Manni) hanno ipotizzato che i Greci applicarono un cambiamento sostanziale alla Dea Madre sicula nel periodo successivo alla colonizzazione della Sicilia.(39)
Infatti è stata rilevata un’iscrizione a Pilo in lineare B dal significato inequivocabile : DA- MA- TE ossia
Demetra con una datazione risalente al VIII sec.a.c. (40)
DIODORO basandosi su fonti greche antiche ci parla della suddivisione dell’Isola per le tre Dee KORE –ARTEMIDE e ATHENA secondo la mentalità greca con la prima Kore legata al culto dei morti e d’oltretomba ;la seconda Artemide ad una Dea celeste (Selene) ed infine la terza Athena alla conquista della terra .
Ma occorre precisare che a MORGANTINA queste tre divinità greche sono state sempre rappresentante e raffigurate nelle monete coniate sin dal V sec.a.c. sino al periodo di dominazione romana (Hispanorum).
Durante la ribellione ai Romani nella seconda guerra punica nel 211 a.c. gli abitanti di Morgantina nascosero le antiche statue delle Dee DEMETRA e PERSEFONE (ndr. Si tratta dei famosi Acroliti) realizzate intorno agli anni 525-510 a.c. dai primi colonizzatori greci (calcidesi). (41)
Queste statue da sempre venerate nella Polis sistemate molto probabilmente nei due sacelli dell’Agorà( ndr.ipotesi del Prof.Malcom BELL) furono nascosti nella tomba del Santuario arcaico di S. Francesco Bisconti
del VI sec.a.c. dedicato a Persefone.(42)
Per alcuni studiosi questo Santuario arcaico ,sistemato in quattro balze , e con una sorgente d’acqua dove venivano compiuti delle abluzioni, venne edificato sul vecchio santuario morgetico esistente sin dal 1000 a.c. e e la sua restaurazione degli anni 460-450 a.c. è da attribuirsi a Ducezio che diventò il nuovo ecista con la fondazione di una nuova Morgantina in contrada Sella Orlando.
Lo stesso Ducezio di Menanion che aveva sconfitto e ucciso Dinomene,figlio di Gerone I ,presso Aitna volle riprendere il concetto religioso antico dei Siculi devoti alla Gran Madre (Sikelia) ma anche all’eroe Pediocrates (dominatore della pianura ) e sappiamo che entrambi erano considerati genitori dei Palici.(43)
Quest’ultimi erano i supremi giudici che accecavano chi avesse giurato il falso ma per i greci non avevano tanta importanza i Palici ; per loro le divinità Demetra e Persefone,soprattutto quest’ultima quale sposa di Hades pesava moltissimo sui giuramenti sacri e sulle tavolette di piombo con le scritte delle maledizioni.
Ducezio nella sua sconfitta subita a causa di forze maggiori ( Akragas e Siracusa) abbandonato dai Siculi quando si recò nottetempo a Siracusa ed implorò il perdono la supplica era rivolta alle Dee Demetra e Persefone.
Ducezio l’eroe siculo pensava e ragionava da greco e quindi sapeva benissimo che solamente le divinità preposte alla vita e alla morte ,in questo caso Demetra e Persefone potevano influenzare il giudizio finale dell’Assemblea siracusana,tant’è che venne esiliato a Corinto e mantenuto a vita a spese del Senato.(44)
Non possiamo , inoltre , non rilevare che Gelone ( il condottiero vincitore della grande battaglia di Himera nel 480 a.c.) aveva introdotto ed ampliato il rito religioso a Demetra e Kore a Siracusa e forse in questo stesso Tempio Ducezio con il suo passato da generale siracusano aveva chiesto il perdono.
Gelone poco prima di morire voleva edificare un grande Tempio presso l’Etna dedicato alle due Dee.
Anche Timoleonte si dedicò al culto delle due Dee ,dopo la sua prima vittoria ad Adrano dove veniva venerato il Pediocrates .(45)
Una ulteriore conferma ci viene data dalla stessa storia : la fortuna di Agatocle ebbe inizio a Morgantina nel 317 a.c. per l’aiuto fornitogli dalla Polis per la conquista del potere in nome di Demetra e Persefone.
Anche dopo il suo sbarco in Africa venne celebrato un rito religioso in onore di Demetra e Persefone bruciando tutta quanta la flotta navale Agatocle voleva che il suo esercito dovesse ripetere la stessa impresa dei primi colonizzatori.(46)



DOCUMENTI STORICI


L’interesse principale sarà dunque illustrare quell’antica MORGANTINA, fondata dal mitico
RE MORGES nel XI sec.a.c. che guidò il suo popolo proveniente dall’Italia;

Dalle notizie storiche tratte dalla GEOGRAFIA di STRABONE abbiamo una prova incrociata fra dati archeologici e letteratura antica sulla presunta fondazione di MORGANTINA:

ANTIOCO dice che anticamente abitavano tutta questa regione (Bruzzio ) Siculi e Morgeti che passarono successivamente in Sicilia essendo stati cacciati dagli Enotri.
Dicono alcuni che dai Morgeti prende anche la denominazione anche il sito di MORGANTINON che si trova lì”

TUCIDIDE che scrisse la sua storia , dopo la disfatta dell’esercito ateniese nel 413 a.c. , riferisce una storia veritiera(ndr. la sua fonte è l’opera SIKELIKA’ – in 12 volumi del siracusano ANTIOCO risalente agli
anni 430-424 a.c. ) ) su ciò che è accaduto veramente in Sicilia :

“ I Siculi passarono dall’Italia in Sicilia ………….Vennero in Sicilia con un grosso esercito e superati i Sicani in una battaglia li spinsero verso le zone meridionali e occidentali dell’Isola”.
E fecero sì che l’Isola da SIKANIA si chiamasse SIKELIA .
Compiuto il passaggio ,occuparono e abitarono le zone più fertili del paese circa trecento anni prima che i greci venissero in Sicilia e ancora oggi essi possiedono il centro e le parti settentrionali dell’Isola.



DIODORO SICULO Biblioteca Historica volume V 6-4 (fonti gli storici ANTIOCO e TIMEO) riferisce:

I Sicani,dunque,abitavano anticamente in villaggi e avevano costruito le loro città sulle alture più forti a causa dei pirati.
Inizialmente abitavano tutta l’Isola e si procuravano il cibo coltivando la terra.
Infine , molte generazioni dopo,il popolo dei Siculi passato in massa in Sicilia si stabilì sul territorio abbandonato dai Sicani .
Ma poiché i Siculi avanzavano continuamente a causa della loro avidità e saccheggiavano le terre confinanti ,scoppiarono spesso guerre fra loro e i Sicani fino a quando non furono stipulati patti e fissati di comune accordo i confini.

Lo stesso DIODORO nel IV libro ci descrive alcuni eroi sicani nella narrazione del mito di Eracles e sebbene i loro nomi sono grecizzati si può intuire il riferimento alla popolazione autoctona della Sicilia.
Infatti Pediocrates è il dominatore della piana ( ndr.quella del Simeto e Gornalunga) Bufonas ( uccisore di buoi –il rito primitivo dedicato alla dea Madre ? Nella montagna dei cavalli di Prizzi è stata rinvenuta una grande pietra scolpita con l’effigie del toro ) e Leucaspides ( colui dal bianco scudo).
Quest’ultimo è stato raffigurato in una moneta del periodo di Dionisio il grande perché probabilmente il tiranno aveva l’interesse a coinvolgere nella sua guerra contro i punici la popolazione sicana della Sicilia occidentale e meridionale (47)



ARCHEOLOGIA


I reperti e le testimonianze scientifiche sulla vecchia Polis morgetica.


Le capanne rotonde dell’età del ferro ritrovate sull’ Acropoli superiore della (upper cittadella) e particolarmente quelle larghe ritrovate sull’Acropoli inferiore(lower cittadella) sono le prove evidenti che questo popolo di guerrieri i Morgeti di fatto realizzarono la prima cittadina di MORGANTINA.
Una prova scientifica ci viene fornita dagli studi effettuati sia a Pantalica per i Siculi che a Lipari per gli Ausoni,
( i periodi studiati e datati nei laboratori variano dal XVII sec. al XI sec. a.c.) (48)
L’abitato della Cittadella di MORGANTINA presenta le stesse caratteristiche di un’area ben difesa e quindi adatta per la realizzazione di una città -villaggio da parte di questo popolo di guerrieri.
Gli usi e i costumi dei Morgeti sono stati ricostruiti in base ai ritrovamenti sia nelle tombe di MORGANTINA che in quelle di Contrada Madonna del Piano a GRAMMICHELE (49)
I ricchi corredi dei defunti ci hanno permesso di capire le attività svolte sia dagli uomini guerrieri che dalle donne dei popoli dei Siculi e dei Morgeti.
Della prima età del ferro con l’attribuzione specifica al periodo Ausonico II (1250 a.c.) sono state classificate dall’archeologo americano L. R.. LEIGHTON le tre tombe a grotticella della necropoli di MORGANTINA.
In una capanna allungata morgetica della Cittadella sono stati ritrovati dagli archeologi resti di alcuni grandi pithoi, di una piastra in terracotta, dei pestelli ect tutti risalenti al X sec.a.c.(50)
Da rilevare un particolare importante come i resti di grano e orzo ritrovati all’interno dei pithoi.
Ma la descrizione scientifica suindicata in seguito ai saggi e scavi effettuati degli anni 1957-58 dal
prof Erik SJOQVIST sull’Area III della CITTADELLA non ci lascia nessun dubbio.
Secondo gli studi scientifici dello studioso Carl Eric OSTENBERG e soprattutto degli archeologi
Hubert L.ALLEN e L.R. LEIGHTON sui reperti archeologici risalenti all’età del ferro di MORGANTINA la datazione viene suddivisa in:

a) Morgetico I dal 1050 a.c. al 850 a.c.

b) Morgetico II dal 850 al 750 a.c.

Mi pare doveroso rilevare che tutte le capanne del periodo morgetico I sono di struttura rettangolare delle dimensioni di metri 15 x 5 ed avevano all’interno più focolari d’argilla e dei foculi portatili di terracotta e soprattutto dei grossi pithoi e delle macine di pietra lavica e delle matrici in pietra tenera che servivano per la fusione dei metalli.
 


MUSEO ARCHEOLOGICO



Nel corridoio che conduce al pianoterra del Museo dove sono allestite le vetrine dei reperti archeologici della nostra Morgantina sicula è possibile vedere dei grandi pithoi in terracotta con delle anse per l’aggancio delle funi per sollevarli; vedendo questi grossi contenitori possiamo avere un’idea circa la loro collocazione all’interno delle grandi capanne rettangolari.
Passiamo alla descrizione dei reperti archeologici , per comprendere questo popolo dei Morgeti che ci ha lasciato anch’esso, sebbene in misura minore di quello greco, una ricca eredità.




VETRINA 1 A


Luogo : Contrada COLLA-PALMERA - frammenti di vasi e raschiatoi,lame del periodo Neolitico medio
Facies di Stentinello

Luogo : CITTADELLA - corno fittile ,ossidiana facies di Malpasso -Castelluccio


Luogo : Masseria GIRESI - frammenti di vasi ,Olla con decorazioni piumate

Luogo : Masseria MENDOLA sottana - Macina in basalto – percussore in basalto





VETRINA 1 B

Luogo : SELLA ORLANDO – Area V -
frammenti di vasi dipinti a motivi geometrici facies di Castelluccio


Punteruolo
Accetta litica
Pendaglio
Punte di frecce in selce
Fuseruole fittili
Corno fittile
Testa di mazza in pietra
Asce litiche
Colino fittile
Ansa delle tazze






VETRINA 2 A

Luogo : CITTADELLA - Capanna ausonica - trincea 29

Pithos con decorazione piumata
Pithos d’impasto a lato nel muro Bacile –Olla e Macine





VETRINA 2 B


Luogo :CITTADELLA Capanna ausonica – trincee 29- 31

Martello in bronzo
Spada in bronzo
Matrice per la fusione
Anfora (modello)
Seghetto in avorio
Punteruoli in osso
Conchiglie per collane
Lame in selce
Coppe carenate
Frammenti di dolio
Pesi da telaio
Anello fittile
Fuseruole
Pentola
Orcio



VETRINA 3 A


Luogo : CITTADELLA trincea 16 Età del ferro

Askos grande
Scodella
Situla d’impasto
Vaso biconico
Tazza
Coppa carenata
Askos piccolo
Attingitoio
Orcio quadri ansato
Brocca
Anfora con decorazione piumata


VETRINA 3 B

Luogo : CITTADELLA - Età del ferro trincea 16

Coppe carenate
Fuseruole
Situla
Fornello di terracotta
Askos
Colatoio


VETRINA 4 A

Luogo : CITTADELLA – Età del ferro trincea 31

Sostegni cilindrici
Sfera litica
Asce litiche
Borchie in bronzo
Lame in selce
Fuseruole
Forme per fusione
Coppe carenate lavorate al tornio
Coppe carenate lavorate a mano



VETRINA 4 B

Luogo : CITTADELLA -Necropoli protostorica – tomba nr.6 –
composta da nr.4 corpi e corredo funerario
Ciotola
Brocca
Vago in bronzo
Anello in ferro
Coppe
Askos al tornio
Askos a mano
Coppa a mano
Fibule in ferro e osso
Anello in bronzo
Catena in bronzo



Nelle allegate SCHEDE vi sono poste delle domande a cui gli alunni delle Scuole debbono rispondere.
Spero che questa relazione storica-archeologica , anche se frammentata ed incompleta, possa servire a tale scopo
Aidone lì

A cura del Responsabile
dell’Archivio storico comunale
Umberto DIGRAZIA



Progetto :

museo-scuola



Il popolo dei

MORGETI

Fonte:
Archivio Storico Comunale

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