Associazione Turistica Proloco Aidone

Vai ai contenuti

Menu principale:

I Castelli


PREMESSA STORICA: Un documento di notevole importanza per capire meglio se AIDONE avevaavuto il privilegio dell'istituzione dell'UNIVERSITA' intesa come Comuneè quello dell'ultima redazione legale ,datato il 13 maggio 1542 edutilizzato dal Senatore ed eroe garibaldino Vincenzo CORDOVA per la sua opera"Le origini della città di AIDONE e il suo Statuto".Nel documento vi sono descritte in modo mirabile tutti gli usi ele leggi,derivati dalla cultura arabo-normanna e nel capitolo della gabella delle dogane e della bilancia ci sono i luoghi delle entrate feudali:nel territorio di CAMPOPIETRO(al confine con Caltagirone) i mercatidi FAVATE SOTTANE,della GIUMENTA,ALBO-SPINO(dall'antico ALBOS di MORGANTINA)CALATARI e GAITO(dall’araboQuadi ).Nel feudo di RADDUSA ci sono tre mercati poi prosegue con il feudo di FESSIMA(PIETRATAGLIATA);il feudo di BACCARATO,il feudo di CASAL D'ASMUNDO,poi infine quello SPIDALOTTO,il CHIAPAZZU e BELMONTINO. Relativamente al Casal ASMUNDO(l'attuale CASALGISMONDO)vicino alla contrada MARGHERITO occorre precisare che nel periodo bizantino,tutta la zona eraabitata con la posizione dominante dal CASTRUM sul piccolo monte di MONGIALINO(in arabo MALGA HALIL );infatti di recente è stato ritrovato un SIGILLObizantino risalente al VIII e IX sec.d.c. con la scritta del Komis TEOFILATTOin contrada Tre Portelle.Un sigillo con l'indicazione del nome era affidato di solito a un DRUNGARIOche comandava 4-500 uomini e chissà se si trattava dell'ufficiale bizantinoche venne ucciso nello scontro tra l'esercito arabo proveniente da MINEO e diretto in AIDONE per ordine del Tumarca EUFEMIO per attaccare la forteENNA? le ipotesi verosimili talvolta ci aiutano nei rompicapo storici!!!

Oltretutto anche tre Follis degli Imperatori d’Oriente ERACLIO(630-641) GIUSTINIANO II(685-695)e LEONE l'armeno(813-820)tutti provenienti dalla Zecca di SIRACUSA stanno a dimostrare che prima dell'arrivo degli Arabi,la popolazione sicula abitava in modo sparso tra il Casale BACCARATO seguendo il corso del fiume PIETRAROSSA,AQUABIANCA,TEMPIO ect,denominato poi dagli arabi BUKARIT. In pratica da sempre i mercati dei prodotti agricoli in Sicilia a partire dalla dominazione romana sino al 1600 si sono tenuti sempre negli stessi posti per via di un ciclo produttivo legato all'utilizzo di mezzi ed animali quali i carri e gli asini e muli. Chiaramente si comprende bene quale superficie ha il territorio nell'anno 1542 infatti successivamente con la vendita di alcuni feudi quali quello di RADDUSA il CHIAPAZZU,FAVATE SOTTANE,GAITO e GIUMENTA ad altri Comuni,AIDONE perse in un certo senso la KORA' naturale delimitata dall'antico ALBOS(GORNALUNGA) e dal fiume proveniente dalla contrada Montagna. Il suddetto documento notarile del 15 agosto 1542 era sottoscritto da GIANTOMMASO GIOENI Marchese di CASTIGLIONE e Signore di AIDONE,con i testimoni nelle persone del notaio GALLETTI di PIAZZA,notaio BARNABA di Stefano da MONTALBANO e da Andrea CALASCIBETTA di PIAZZA,con la redazione e pubblicazione affidata al notaio Giantommaso BARBARINO di PIAZZA. Se la storia debba scriversi leggendo o cercando di capire i luoghi con i manufatti architettonici attraverso la chiave di lettura dei toponimi,AIDONE ed il suo territorio ha un forte legame con la cultura araba,per via del suo CASTELLO e del CASTEL di GRESTI,pertanto ritengo importante descriverli o quanto meno rilevare la loro fondazione.


CASTELLO
arabo-normanno
(U CASTDAZZ)

In base ai ritrovamenti archeologici come alcune LITRE e DILITRON di RE GERONE II nella zona del Castello,può essere fattibile l'ipotesi che sin dal tempo di MORGANTINA qualche costruzione venisse edificata ed utilizzata come torre di guardia per la vicina città; Alcune tracce di una stradella che si diparte dalla città e poi arriva in sommità a quota 890 mt. attraverso dei scalini,fanno supporre che pochi soldati accedevano nella fitta boscaglia del Monte,ove una copiosa sorgente d'acqua riforniva la popolazione morgantina. Purtroppo la mancanza di saggi archeologici o ulteriori notizie successive al periodo di dominazione romana quando il bosco venne tagliato per ricavare il legno per le navi,non possono convalidare nulla di certo. Sicuramente nel periodo bizantino qualche costruzione vi era certamente ma il CASTELLO vero e proprio venne edificato dagli arabi,dapprima come un RIBAT nel momento della loro sosta nella vicina Rocca di MINEO,poi in seguito articolato con almeno tre torrioni ed un forte mastio a partire dall'anno 841 quando venne pure edificato un altro Castello nella cosidetta Montagna di Mezzo(ASSORO?).




Dall'AMARI sappiamo che nel 852 l'esercito arabo guidato dal condottiero ABBAS riuscì a conquistare il CASTRUM di Monte ALTESINA e da lì si diede a mandare le sue gualdane per le scorrerie nel contado di CASTRI JANNI,poi espugnò cinque Castelli. In pratica la guerra tra i bizantini e gli arabi veniva combattuta di volta in volta mediante attacchi alle varie città per cui l'importanza di una posizione strategica acquisita come nel caso del nostro Castello facilitava il compito delle improvvise incursioni;il Monte AIDONE con il suo Castello permetteva una sicura difesa all'esercito arabo stante che l'unico lato al quale si poteva accedere era sito a mezzogiorno. Il toponimo AYN-DUN equivale al monte d'acqua e per un esercito era di primaria importanza il prezioso liquido come pure i pascoli ed il foraggio. Prima della caduta di ENNA nell'anno 859,ABBAS riuscì a conquistare GAGLIANO ove fece costruire un Castello. Poi in seguito nell'anno 865 un certo condottiero KHAFAGIA si spingeva con le sue truppe sino a SIRACUSA;questo era possibile poiché il Castello di AIDONE con la vicina Torre nel bastione naturale del GRESTI permetteva di controllare tutta la pianura e le strade per ENNA,AGIRA,ASSORO, MONTE ALTESINA GAGLIANO ove c'erano i loro presidi. Durante tutto il periodo della dominazione araba in Sicilia,questo Castello divenne un rifugio sicuro per qualche QUADI arabo;e molto probabilmente molte piccole case sorsero nella zona dell'attuale quartiere di S. GIACOMO dando origine al primo nucleo abitato. Dall'alto del Castello si dominava tutta la pianura sottostante e molti storici aidonesi del XVIII secolo ritenevano che nella zona pianeggiante dell'attuale Piazza Filippo CORDOVA,gli arabi seppellirono i loro morti mentre nell'attuale Chiesa di S. ANTONIO vi eressero una Moschea con il Mirhab in direzione della MECCA. Poi in seguito sappiamo che i Normanni del Conte RUGGERO I conquistarono questo Castello,distruggendolo in parte e lo affidarono ai Cavalieri Lombardi della regina ADELAIDE del MONFERRATO. La storia del Castello entra a far parte della storia di AYN-DUN o AIDUNI anzi diventa un simbolo di forza e potenza per tutti coloro che vi soggiornarono:

La Contessa ADELASIA nipote del GranConte RUGGERO I;
Il condottiero UBERTINO MUSTACCIOLO da PIACENZA;
Il Conte FEDERICO LANCIA legato di FEDERICO II Imperatore ;
Il capitano d’arme GIOVENCO DEGLI UBERTI;
ROBERTO D'ANGIO' Duca di Calabria;
RE FEDERICO III – REX TRINACRIE -SICILIAE ;
FEDERICO CHIARAMONTE primo Barone insediato dal RE FEDERICO III ;
il Conte ENRICO I ROSSO e il figlio RUBEO ROSSO insediati da RE PIETRO II;
ENRICO II ROSSO,figlio di RUBEO , il potente Conte di AIDONE;
RE MARTINO I, con la prima moglie la Regina MARIA ec on la secondamoglie la Regina BIANCA di NAVARRA;
ARTALE ALAGONA il Gran Giustiziere di RE LUDOVICO e del RE FEDERICO IV l semplice BARTOLOMEO I GIOENI il proto-Notaro del Regno( in seguito alla permuta dei possedimenti di CASTIGLIONE con ENRICO II ROSSO Senioravvenuta nel 1373) PERRONE GIOENI;
BARTOLOMEO IIGIOENI;
PERRONE II GIOENI; B
ARTOLOMEO III GIOENI;PERRUCCHIO GIOENI BARTOLOMEO IV GIOENI;
TOMMASO I GIOENI;PERRUCCHIO II GIOENI;
LORENZO I GIOIENI, ALFONSO GIOIENI;
GIANTOMMASO II GIOENI;LORENZO II GIOENI;
ISABELLA GIOENI(figlia di Lorenzo II Gioeni) nel 1665 con il marito MARCANTONIO COLONNA Principe di Paliano e poi tutta la stirpe dei romani COLONNA: LORENZO I COLONNA-GIOENI (ma il terribile terremoto del 1693 fece crollare alcune torri e mura,per cui fu'in parte abbandonato,utilizzando solamente la parte rimasta illesa),
ONOFRIO COLONNA ,FILIPPO COLONNA ,FABRIZIOCOLONNA ,PANFILO,LORENZO II e l'ultimo il Barone FILIPPO II COLONNA-GIOENI quando le stanze rimaste furono utilizzate come carcere.


CASTELLO di GRESTI o PIETRATAGLIATA Sin dal tempo dei Sicani una diga naturale di uno dei bracci del GORNALUNGA era la principale risorsa della popolazione;poi successivamente i Morgeti condotti da MORGES nella loro conquista s'insediarono nel vasto territorio ed il fiume ALBOS divenne a loro sacro. Ebbene molti storici pensano che una prima costruzione nel vallone GRESTI era un Santuario dedicato appunto alla divinità chiamata in tal modo dai Greci calcidesi provenienti da LEONTINI. La litra con la scritta ALBOS risale al periodo del condottiero DUCEZIO quando egli conquistò MORGANTINA nel 459 a.c. Una prima fortificazione si ebbe nel periodo dello scontro tra DIONIGI il grande quando condusse il suo esercito di 20.000 uomini nell'anno 392 a.c contro l'esercito punico comandato dal suffeta MAGONE di ben 80.000 soldati attestato nel campo vicino al fiume CRISAS nella stessa strada da MORGANTINA in direzione di AGIRA,per come ci ha notiziato DIODORO SICUL MAGO ITAQUE,PER SICOLUS INTER FACIENS...AD CHRYSAM FLUMEN,IUXTA VIAM QUAE MORGANTINAM DUCIT,CASTRA POSUIT"(XIV -96). Una prova documentale circa l'abitato sito nella vicina collina del Castello è una moneta greca ritrovata con la scritta:MITRODORO di MENECLEOS da PATRAE con l'effigie sul retro della dea ATENA ed ERCOLE. Ancora non si sono localizzate le città di PETRA,MAGELLA,ERIKE KIMISSA,ERGEZIO ect. ma si può ipotizzare che la città di PETRA doveva trovarsi in quella zona. In seguito parecchie monete romane ritrovate nella collina fanno pensare che qualche Villa e tabernae erano sicuramente edificate intorno al CASTRUM. Comunque l'AMARI ha rilevato che il Castello venne costruito dagli Arabi ovvero la Torre rettangolare con una scala esterna e poi con una scala interna a chiocciola che conduceva in cima. Il GARUFI nei suoi studi ha rilevato il toponimo arabo di MENSELGRESTI come pure il COLLURA il modificato MENZIL CRESTI;se si considera che gli Arabi attrezzavano i propri casali in prossimità di fiumi ed in posti sicuri,dobbiamo senz'altro affermare che prima il condottiero ABBAS nell'anno 846 d.c. che successivamente KHAFAGIA nel 863 d.c. utilizzarono il Castello per le loro conquiste prima di LEONTINI(846-47) e di NOTO(863-64) per come ci notizia la CRONICA di CAMBRIGDE e soprattutto uno storico arabo come IBN-AL-ATHIR ci parla di una richiesta d'aiuto dei leontinesi al Patrizio di HENNA e che con un agguato teso dall'abile AGLAB AL ABBAS si compì la strage proprio nel territorio GRESTI. Con la forte rocca di CASTRI JANNI popolata da ABBAS il Castello GRESTI rimaneva il baluardo avanzato per condurre l'esercito verso SIRACUSA e da lì partivano le gualdane per le scorrerie nel contado,IBN-AL-ATHIR ci dice che il figlio di KHAFAGIA un certo MAHMUD di è il guasto ed arse a SIRACUSA ma l'esercito cristiano uscì dalla città e lo sconfisse e quindi ritornò.
Poi ci parla della sottomissione di RAGUSA e la presa della di NOTO. Le numerose monete arabe ritrovate sia nel Castello che sulla collina risalenti in quel periodo non fanno che avvalorare la mia ipotesi. Quando il Conte RUGGERO I dopo la conquista di HENNA e PALERMO si spingeva in direzione di BUTERA,il Castello dei GRESTI veniva distrutto intorno all'anno 1072 d.cper evitare che le truppe di BENEVERT il QUAID della Sicilia orientale potessero stabilirsi;solamente successivamente nell'anno 1083 quando i cavalieri lombardi aleramici al seguito della moglie del Conte:ADELASIA s'attestarono sui monti Erei creando di fatto colonie lombarde(AIDONE,NICOSIA PIAZZA,SPERLINGA,RANDAZZO)il Castello venne riedificato nell'attuale sistemazione che vediamo e gli diedero il toponimo di PIETRATAGLIATA con la delimitazione del feudo FESSIMA(in onore del cavaliere lombardo Simone di Calatafimi ?). Successivamente le vicende del Castello vengono legate alla città di AIDONE sino all'anno 1299 quando GIOVENCO degli UBERTI aveva aperto le porte della città ed il suo forte Castello a ROBERTO D'ANGIO' e il RE FEDERICO III di Aragona con il suo esercito si spostò da ENNA a PIETRATAGLIATA con le sue macchine di guerra per riconquistare dopo una cruenta battaglia AIDONE.

In questa circostanza il Castello GRESTI venne assegnato al capitano PRANDINO CAPIZZANA dicono alcuni storici mentre altri ritengono il Conte ENRICO II ROSSO figlio del valoroso RUBEO il legittimo donatario. In seguito sappiamo che il potente Conte di AIDONE ENRICO II ROSSO venne dichiarato fellone dal RE FEDERICO IV il semplice ed il Castello venne assegnato a PERRONE GIOIENI Protonotaro del Regno,dapprima però venne espugnato dal potente Giustiziere ARTALE ALAGONA. La vertenza tra ENRICO III ROSSO Iunior e BARTOLOMEO GIOENI risoltasi con la transazione,fece sì che il Castello venisse confermato al GIOENI dal RE MARTINO I e la Regina MARIA nell'anno 1392 d.c. Per molti secoli il Castello rimase alla Casata dei GIOENI sino al 1648 d.c. quando venne venduto ai GRAFFEO,poi subentrò la famiglia CAPRINI e nel 1769 un certo ANDREA AMATO Principe di GALATI ne divenne il signore. Nel 1772 il Castello passò a nuove mani quelle di ALESSANDRO MALLIA che l'aveva avuto da un certo GIOACCHINO POMAR. Da notare che il Barone CAPRINI nell'architrave della finestra ogivale fece incidere l'anno 1668 una iscrizione latina in una tavola di marmo:

O DIO ,Ottimo,Massimo O Giovinetto,al quale questo Castello appartiene,per diritto di discendenza di GIACOMO CAPRINI, il quale ne è barone e qui risplende col suo antico stemma ,ti avanza,tu godrai non nell'orto delle esperidi,ma dei feudi,del pingue armento di lui e del gregge pascolante,felice te,o te Giovinetto,che ti pasci di aura celeste nella casa del grande eroe piena di abbondanza.
ANNO DEL SIGNORE 1668


Sembra in effetti che questa iscrizione abbia in certo senso determinato il destino di questo Castello con la sua particolare TORRE piena,infatti dopo nel 1900 divenne proprietà del Marchese ALDISIO per poi passare nelle mani del Barone Ignazio LA LUMIA di Licata(gli eredi sono gli attuali proprietari) purtroppo in uno stato di abbandono e con attorno alcuni greggi pascolanti di allevatori. Fin qui ho rilevato i due Castelli che in qualche modo ci legano alla cultura arabo-normanna della nostra AIDONE;ma allo stato attuale la gran parte degli edifici esistenti sono le Chiese rimaste con parti di Conventi; essi furono senz'altro ben visti dagli storici locali,uno dei quali sconosciuto denominato Anonimo feudale da VINCENZO CORDOVA ma che si servì del suo documento originale risalente all'anno 1542 per la pregevole opera "LA STORIA di AIDONE ed il suo Statuto documentato e tradotto"(che in seguito il GIOACCHINO MAZZOLA riprese nella sua Storia di AIDONE pubblicata postuma nel 1913).
 

Torna ai contenuti | Torna al menu