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L’alimentazione nella SICILIA antica e nella Polis di MORGANTINA

L’alimentazione nella Sicilia antica ha avuto un ruolo predominante rispetto ad altre attività dell’uomo siceliota per la ricchezza e fertilità dei suoi terreni che hanno permesso non solo lo sviluppo dei primi abitanti nei loro villaggi e rocche quali i Sicani, Siculi, Elimi, Fenici ma l’isola divenne la mèta preferita per i coloni greci provenienti dalle Poleis greche.(1)
Se è pur vero che Omero in alcuni canti della sua Odissea (VIII sec.a.c) descrive la Sicilia, peraltro conosciuta e frequentata dai navigatori e mercanti micenei sin da XII sec.a.c. , quando nel 735 a.c. si formò la prima colonia a Naxos ad opera dei calcidesi.(2)
Il vino offerto da Ulisse al ciclope Polifemo diventò per magia non più un’arma per supplire alla forza bruta dei primi abitanti Sicani e Siculi ma il simbolo per eccellenza della ricchezza dell’Isola.(3)
Nel periodo di colonizzazione greca con la formazione delle grandi Poleis come Siracusa, Messana, Katane,Gela,Akragas,Himera,Selinunte,Leontini ect. la cucina siciliana si sviluppò a tal punto che riuscì ad essere apprezzata in tutto il Mediterraneo.(4)
La genuinità di prodotti siciliani come il grano,orzo,miele,vino,olio,formaggi,mele e le carni di animali come il cinghiale,maiale,capretti,agnelli,vitelli ect. furono gli elementi essenziali per sviluppare la fantasia di alcuni cuochi nel preparare i loro piatti prelibati .(5)
Archestrato di Gela famoso nella seconda metà del IV sec a.c.( 330?) scrisse diverse opere come la Vita comoda(HEDUPATHEIA) la Deipnologia ,la Gastrologia ma soprattutto l’Arte del Cuoco un trattato sulla cucina siciliana che venne diffuso in tutta la Grecia, anche perché questo mago della cucina siciliana girò per parecchie Poleis greche alla ricerca di cibi e pesci prelibati.
L’opera di Archestrato divenne abbastanza nota nella Grecia in quanto utilizzava per la redazione delle ricette alcune frasi tratte dalle opere di Omero, Esiodo, Epicarmo, Eschilo, Teognide e Filosseno in pratica poeti e filosofi abbastanza conosciuti.
In pratica Archestrato coniugava il cibo con la cultura e la trascrizione del suo trattato fatta da Ateneo nel III d.c. ci fornisce un ricco menu’ di ricette antiche e mi pare doveroso trascriverle nelle apposite schede.(6)
Conosciamo la descrizione di alcuni cibi e piatti della Grecia nelle Commedie di Aristofane e la Sicilia viene spesso menzionata per l’Isola più ricca del Mediterraneo , d’altronde abbiamo la prova inoppugnabile fornita dal grande filosofo Platone che nei suoi tre viaggi a Siracusa ospite dei Dionisi (388-367 a.c.) ci parla dei ricchi banchetti e simposi tenuti nelle Poleis siceliote.(7)
Morgantina sin dalla sua fondazione ad opera dei Morgeti (guidati dal mitico Re Morges ) poteva contare sull’enorme ricchezza del suo vasto territorio ricco di boschi e con il fiume Gornalunga (Albos) ch’era il cuore principale della sottostante fertile pianura. (8)
Il ritrovamento di molte ossa di cervi, daini sulla Cittadella fa pensare ai riti religiosi celebrati dalla comunità del villaggio morgetico(XI sec.a.c) ma l’interesse principale del presente studio sarà quello di descrivere gli usi e consuetudini della polis ellenizzata di Morgantina e cioè quella visibile con la sua grande Agorà (30.000 mq) in contrada Sella Orlando risalente al IV-III sec.a.c.(9)
Sappiamo che intorno agli anni 550-540 a.c. alcuni coloni calcidesi provenienti da Katane o Leontini riuscirono prima con degli scambi commerciali poi con un’azione di forza a sottomettere la popolazione morgetica.
Sulla collina della Cittadella e nella sua parte sottostante per una superficie di circa Ha.14,00 si formò una polis greca calcidese che in alcuni decenni divenne piuttosto ricca per i suoi commerci.
Ma tutto avvenne velocemente senza un preciso piano urbanistico, se non quello di costruire gli edifici religiosi e pubblici su quelli preesistenti dei Morgeti.(10)
I lotti dei coloni calcidesi furono ben sistemati dentro una griglia cinta da mura spesse per una difesa sicura;ma nonostante ciò sappiamo che il condottiero gelese Ippocrate durante la sua penetrazione nell’Isola con la sua potente cavalleria riuscì a conquistare Morgantina nell’anno 495 a.c.(11)
Dopo l’affermazione dei Dinomenidi a Siracusa con la vittoria di Gelone ad Himera nel 480 a.c. Morgantina venne sottomessa da suo fratello Gerone I ( che aveva rifondato la vicina Katane ) ed aveva bisogno di poleis tributarie ovvero dei loro prodotti per sostenere il suo regno.
Quali erano le pietanze preferite dei morgantini intorno a quegli anni 540-467 a.c. ? Allo stato non abbiamo dati sufficienti ma possiamo supporre gli stessi delle poleis calcidesi.(12)
In fondo la classe agiata era formata da siculi-ellenizzati e non più i morgeti relegati al ruolo di schiavi.
Una piccola litra d’argento coniata negli anni 467-65 a.c. con la raffigurazione della spiga e di Dionisio bendato è la prova della riacquistata autonomia dalla tirannia dei Dinomenidi , di una Morgantina con l’Acropoli edificata sulla Cittadella che rimase tutto sommato di formazione calcidese. (13)
Il cratere a figure rosse del grande artista Euthidimes , esposto nel nostro Museo archeologico è la sola prova rimasta di quella prima polis calcidese .(14)
Infatti dopo la caduta dei Dinomenidi avvenuta nell’anno 467 a.c ,Morgantina divenne la preda principale del condottiero siculo Ducezio.(15)
Ducezio ch’era stato uno dei chiliarchi al servizio del regime democratico-repubblicano di Siracusa nell’anno 459-58 a.c. riuscì a conquistarla eliminando i dominatori calcidesi (10% della popolazione).
Ducezio che aveva costituito una Lega delle Poleis sicule non solo era un valente stratega militare ma anche un abile politico e urbanista.
Per dare un’impulso nuovo alla popolazione morgetica già sottomessa ai coloni greci fondò sull’antico villaggio dei Sicani in contrada Sella Orlando la nuova Morgantina con l’assegnazione di lotti
(16) ndr. dimensione 55 x 58 piedi ovvero di mt.17,70 x 18,60 Malcolm BELL .)..
Il sito di Sella Orlando venne scelto da Ducezio , non solo per la sua vasta estensione di Ha 78,00 ma per le sue sorgenti d’acqua e per la presenza di un’antico santuario dedicato alla Dea Madre sicula che i coloni calcidesi avevano assimilato al culto prima delle divinità ctonie sotterranee e poi alle Dee Demetra e Persefone; quest’ultime erano più adatte al territorio di Morgantina per la ricchezza di grano,orzo ect.(17)
Morgantina divenne la base operativa di Ducezio che in quegli anni 458-450 a.c. doveva conquistare la vicina Aitna di Dinomene , spostarsi nella vicina Palike e nella sua nativa Menanoin e contrastare gli eserciti di Akragas e Siracusa.
Nel 440 a.c. terminata l’avventura di Ducezio con la riaffermazione della potente Siracusa la polis duceziana di Morgantina venne nuovamente posta sotto il giogo e tutela della capitale.(18)
Non sappiamo se venne abitata da alcuni siracusani o da altri cittadini ma l’impianto urbanistico di Ducezio con l’Agorà posta intorno al Santuario centrale dedicato alle divinità ctonie e a Demetra e Persefone venne lasciato intatto sino all’anno 424 a.c.(19)
L’anno 424 a.c. storicamente è importante poiché in base agli accordi di Gela voluti dal condottiero siracusano Ermocrate per tutte le Poleis siceliote al fine di contrastare le mire egemoniche di Atene , Morgantina venne ceduta alla dorica Kamarina per una imprecisata somma di denaro.(20)
Nell’Agorà nella parte settentrionale (l’attuale Gymnasium) furono edificati dei grandi magazzini e depositi da parte dei nuovi padroni kamarinesi.
Chiunque entrava in città dalla porta sud( posta sull’attuale palazzo diroccato Boscarini ) doveva passare necessariamente dal Santuario centrale e poi procedere verso i magazzini kamerinesi.(21)
Possiamo rilevare che la nuova generazione di morgantini (di origine morgetica al 60%) diventò più intraprendente e portata ai commerci, tanto che nell’anno 396 a.c. il tiranno di Siracusa Dionisio il grande la conquistò per stanziare i suoi mercenari (campani?).(22)
Morgantina in ogni caso era una Polis sicula-ellenizzata che viveva del frutto del suo lavoro sui campi coltivati ed aveva a una sua precisa identità culturale.
Per cui è possibile che la popolazione si riprese la sua libertà ed autonomia se è vero che nel 393 a.c. aprì le porte all’esercito punico di Magone sbarazzandosi dei soldati mercenari lasciati da Dionisio.
In quel periodo (dal 424 a.c. sino al 360 a.c.) lo sviluppo della Polis era lento e costante tanto che dell’intera superficie protetta dalle mura il 60% era già occupato da edifici famigliari ;in pratica negli spazi vuoti dei lotti si coltivavano gli ulivi e la vite ed alcuni alberi da frutto per come configurato dalle ipotesi di vari scavatori(Paolo Orsi – Luigi Pappalardo – Erik Sjoqvist).(23)
Quando Dione intraprese la sua guerra contro suo nipote Dionisio il giovane (357-354 a.c.) Morgantina coniò nella sua zecca il famoso Dilitron di bronzo con Athena e il leone che sbrana il cervo.
E’ chiaro quindi che questa Polis aveva una certa sua importanza legata soprattutto alla presenza del Santuario centrale dedicato a Demetra e Persefone poiché il Leone era un simbolo legato a queste due divinità.(24)
Occorre anche precisare che il filosofo Platone già durante il primo soggiorno a Siracusa rimase stupito che le feste in onore di Demetra e Kore duravano 10 gg(Epistola VII)ma è il suo allievo prediletto Dione e la sua famiglia che danno un significato importante al rito religioso,basti pensare che il suo uccisore Calippo viene fatto giurare al santuario posto nell’Isola di Ortigia e poi sappiamo che durante le feste in onore di Persefone viene consumato il misfatto. (25)
Forse anche la popolarità e devozione religiosa dei morgantini per la dea Athena raffigurata sulle monete di quegli anni è da collegare alla ricchezza dei prodotti della Khorà ;sappiamo tutti che questa divinità protegge sia l’ulivo che l’agricoltura come Demetra.(26)
Il vero cambiamento di Morgantina avvenne durante il periodo di Timoleonte (344-339 a.c.) venne risistemata l’Agorà con l’edificazione di nuovi Edifici pubblici come il Bouleterion per il Senato cittadino ,l ’Ekklesiasterion per le Assemblee dei cittadini, nella Tholos centrale dedicata a Zeus agoraio venne edificato un piccolo tempio dedicato ad Hermes mentre le grandi statue di Demetra e Persefone furono poste la prima sul basamento sopra la grande scalinata trapezoidale mentre la seconda sul basamento posto davanti il Santuario centrale.(27)
Secondo gli archeologi (E.Sjoqvist.- R.Stillwell) venne ricavato uno nuovo spazio per costruire un teatro per dare vita alla nuova Polis con una popolazione in notevole aumento per l’ingresso di nuovi coloni provenienti dalla Grecia e/o da cittadini di altre Poleis siceliote e sicule.(28)
Timoleonte viene ricordato non solo per le battaglie vittoriose prima contro la nemica Cartagine e contro i vari tiranelli delle Poleis siceliote ma come colui che attuò il programma politico di Platone e Dione per riportare la Sicilia alla grecità e quindi ai valori politico-religiosi dei primi coloni greci.
Anche il condottiero Timoleonte era particolarmente devoto alle dee Demetra e Persefone per l’auspicio favorevole da parte della Sacerdotesse che riferirono di un sogno prima del suo viaggio.(29)
Morgantina nel periodo di Timoleonte(344-330 a.c) coniò diverse monete con la raffigurazione di Apollo come simbolo di rinascita e nel contempo di rifondazione della Polis ,con Zeus Eleutherios (già peraltro adottato da Dione ) per la propria libertà e con la Dea Sikelia per la quale si nutriva un profondo affetto da parte della popolazione ancora prevalentemente di origine morgetica.(30)
Secondo i dati archeologici e gli studi degli esperti il Santuario centrale dedicato alle Dee Demetra e Persefone con lo sposo Hades abbastanza frequentato da diversi fedeli provenienti da ogni parte dell’Isola , venne ulteriormente ampliato per far posto al rito religioso in onore di Dionisio e venne realizzata una piccola fornace per fabbricare le lucerne e statuine per le offerte.(31)
A partire da questo preciso periodo possiamo parlare di alimentazione perché attraverso i riti religiosi in onore delle divinità di Morgantina conosciamo i cibi utilizzati dalla popolazione.
L’ipotesi più verosimile del rito religioso adottato in onore delle divinità protettrici da una polis siculo-ellenizzata come Morgantina si basa sugli stessi manufatti realizzati a suo tempo sia nel periodo di Timoleonte (340-330 a.c)che in quello successivo di Agatocle (317-289 a.c) ,anche se c’è da rilevare che l’attuale Agorà è quella del periodo di Re Gerone II(275-215 a.c.(32)


EDIFICI E RITI RELIGIOSI


A)L’area circolare del diametro di cm.300 (n.10 piedi) posta nella parte meridionale del Santuario è un altare adatto per le offerte da parte dei fedeli.
In questo altare non solo si può accendere il fuoco ma si può vedere il sangue delle vittime sacrificali e il sacerdote preposto al rito religioso compie l’offerta della parte riservata agli Dei facendola divorare dal fuoco mentre quella parte riservata agli offerenti prima viene arrostita e poi consumata dai presenti (Sacerdoti,assistenti e fedeli ).
Gli animali sacrificati in questa Ara dedicata all’antica sicula dea madre GHE’ prima nel VIII sec. a. c. poi denominata dai greci colonizzatori DA MA TER = DEMETRA ma forse meglio definirla la Dea SIKELIA per il fatto ch’era posta a cielo aperto (Thisia) erano probabilmente cinghiali,maiali,arieti, e qualche piccolo torello in relazione ad alcune tracce di un anello posto nella parte sottostante.(33)

B) Nel recinto circolare dello stesso diametro di cm.300 con il muretto dello spessore di cm.40 c’era sistemato il Bhotros nel quale venivano poste le offerte in onore di Persefone e Hades. (lucerne,monete,tavolette di piombo con le scritte di maledizioni) (34)

C) L’Altare a Naiskos coperto formato da un pronao e una cella(Naos) dove erano poste le statue della Madre(Demetra) con la figlia Kore (Persefone) presuppone anche che il rito religioso praticato dal Sommo Sacerdote (il cosidetto Hierofante) veniva eseguito con la raccolta dei crani degli animali con la loro esposizione Bukrania presso il cortile attiguo.
Comunque è possibile che in questo altare a Naiskos venissero portate le offerte di frutta, fiori,olio,
formaggi,pane,latte ,vino,miele per dare la possibilità al Sommo Sacerdote accompagnato dai suoi assistenti e dai Magistrati (almeno nel periodo democratico di Timoleonte) di celebrare il rito all’aperto con alcuni canti corali e delle musiche di cortei provenienti direttamente dall’Ekklesiasterion nel quale si raccoglievano tutti i fedeli e visitatori.
Molto probabilmente le vittime sacrificali erano di color nero perché da sempre a Morgantina, era stata la Dea Persefone una divinità legata agli Inferi(Enagismos) la protagonista principale ; un esempio lo abbiamo nel cinghiale dipinto in un’arula ritrovata sulla Cittadella risalente al VI sec.a.c..
Un ampliamento del predetto Santuario centrale che gli esperti(Hubert L.Allen - Lorenzo Guzzardi )rimandano al periodo di Agatocle (310-289 a.c.)non fà che confermare la popolarità di Morgantina per il rito religioso praticato in onore di Persefone.(35)
Sappiamo che il nuovo Basileos della Sicilia, protagonista di guerre contro la nemica di sempre Cartagine, era particolarmente devoto alle Dee Demetra e Persefone , basti pensare all’incendio delle sue navi quando sbarcò sulla costa africana.
Con una torcia accesa in mano Agatocle , che aveva già giurato anni prima al Santuario di Demetra a Siracusa per la sua fedeltà al popolo nel 315 a.c. , chiamando a testimone la dea Persefone la Liberatrice compie un rito religioso prima della sua guerra di conquista ,un rito simile a quello praticato a Morgantina due anni prima.(36)
Sappiamo infatti che Agatocle era legato da un profondo affetto alla Polis di Morgantina per l’aiuto e sostegno ricevuto nel 317 a.c. quando l’Assemblea cittadina con i Magistrati e Senatori presenti sull’Ekklesiasterion stipularono con lui un patto di fedeltà con la nomina immediata di Strategos autocratos fornendogli 1.200 soldati e 300 cavalieri.(37)

D) In quel periodo agatocleo (317-300 a.c.) venne realizzato l’ampliamento del Santuario con la realizzazione una piccola Fontana per le abluzioni degli animali e un piccolo recinto dove c’era posta la cassetta per le offerte.(38)

E) Venne anche edificato un’Altare rettangolare dedicato al Dio Dionisio una divinità sempre strettamente legata a Demetra e Persefone per la produzione agricola e i commerci dei morgantini.(39)

F) In questo nuovo edificio venne realizzata anche una piccola fornace del Sacerdote-ceramista per dare un servizio completo agli offerenti in pratica una lucerna o statuina in terracotta; occorre precisare che Agatocle aveva fatto da giovane il vasaio come suo padre Carcino e si vantava di tale professione per cui è molto probabile che a Morgantina si attuasse la sua politica religiosa realista.(40)

Non sappiamo con certezza se nello stesso periodo di Agatocle (317-289 a.c.) il Bema del vicino Ekklesiasterion venisse utilizzato come altare per i sacrifici in onore delle divinità (Zeus) ma secondo la ricostruzione degli archeologi sul basamento posto sopra l’Ekklesiasterion c’era una statua di Hera o Demetra mentre quella bellissima di Persefone( ndr. la cosidetta Afrodite del Paul Getty Museum di Malibu che rientrerà nel 2010) era collocata sul basamento posto davanti al Santuario.(41)
Pertanto il visitatore o fedele che entrava dalla porta sud era obbligato prima a passare dal Bema poi salire l’Ekklesiasterion guardando la prima divinità protettrice di fronte (Demetra) e poi l’altra divinità Persefone prima di accedere al Santuario per officiare il rito religioso.(42)
Naturalmente nel tempio a naiskos sul basamento della cella c’erano le due statue di Demetra e Persefone sedute per tutte le numerose offerte di cibi che venivano raccolti dagli assistenti del sacerdote nell’antistante Pronao.(43)
Dobbiamo rilevare con interesse che non era solamente la religione o la religiosità ad occupare la vita dei morgantini ma anche la politica praticata negli edifici pubblici dell’Agorà.(44)
Sin dalla sua istituzione timoleontea a Morgantina c’era la consuetudine di riunire l’Assemblea ogni 10 giorni e la sessione si apriva con una cerimonia religiosa con il sacrificio di un vitello o maiale in onore di Zeus Agoraio presso la sua statua posta nella Tholos centrale.(45)
Dopodichè il Presidente leggeva l’ordine del giorno e procedeva per ordine di età alla votazione per alzata di mano sull’eventuale proposta; ma quando c’era in ballo la nomina di una persona si procedeva ad una votazione per scrutinio segreto.
Alcuni archeologi(Erik Sjoqvist-Kenan T.Erim) durante il primo periodo di scavi hanno rilevato dei resti di gettoni di presenza in terracotta.(46)
E’ molto probabile che l’Assemblea sull’Ekklesiasterion fosse aperta a tutti anche a quelli in basso nella scala sociale.
Dai rilievi effettuati dagli archeologi (Richard STILLWELL) del vicino Teatro greco la sua edificazione viene datata per gli anni 310- 305 a.c. anche s’è c’è da rilevare che la scritta posta nella 13^ fila ARCHELAOS figlio di EUKLEIDAS a DIONISIO (donò) rimanda ad un periodo successivo
(290-280 a.c.)(47)
Fra i riti religiosi praticati a Morgantina è stato rilevato anche quello dell’Olio in onore della divinità protettrice il Dio Eilalinos presso lo stesso Santuario centrale .(48)
Per i sicelioti (tutti figli di siculi.-sicani-greci ect) la pratica e devozione religiosa deve essere legata ai luoghi di residenza e le loro divinità sono strettamente legate ai prodotti della terra.

Per Morgantina sia in base ai rilevamenti effettuati sin dal 1955 dagli archeologi che dalla sua variegata monetazione nel lungo periodo dal V sec.a.c. sino al II sec.a.c. possiamo rilevare che:

1) la Dea ATHENA proteggeva le piante d’ulivo ed insieme al Dio EILALINOS la produzione dell’olio ;

2) il Dio DIONISIO la produzione della vite murgentina e del vino murgentino che è stato considerato uno dei principali vini(nr.6) importati della Sicilia antica, tanto che durante il periodo di dominazione romana la vite venne trasportata e trapiantata a Sorrento per ricavarne in seguito la vite pompeiana – i romani denominarono greco il vino di Pompei ;(49)

3) La Dea DEMETRA gli ovi-caprini e la produzione del formaggio, grano,orzo e cereali in genere;(50)

4) La Dea PERSEFONE con lo sposo il Dio HADES lo sposo l’allevamento di arieti, maiali e cinghiali;(51)

5) Il Dio APOLLO l’allevamento dei cavalli.(52)

6) ZEUS padre degli Dei tutti gli animali da sacrificare ma soprattutto i bovini (53) ;

7) La Dea ARTEMIDE il miele e la cacciagione (uccelli) in generale (54) ;

Una premessa necessaria per descrivere ed illustrare il periodo di Re Gerone II(275-215 a.c) quando Morgantina ebbe il suo sviluppo maggiore con la completa urbanizzazione di tutta quanta l’area abitata.
Ma anche una trasformazione delle unità abitative, in quanto i lotti originari già prefissati al tempo di Ducezio vennero accorpati per dare la possibilità ai ricchi morgantini legati alla corte siracusana di realizzare delle bellissime Ville ellenistiche della superficie di mq.500-600.(55)
Nell’Agorà di Morgantina con un superficie di mq.30.000 pari a ¾ di quella di Atene nel periodo di maggior sviluppo di Re Gerone II vennero realizzati diversi edifici pubblici come la Stoà Est con un grande porticato lunga 300 piedi (mt. 91,50) sede per la trattazione di affari commerciali e nel contempo il tribunale per la giustizia.(56)

La stoà Nord-Ovest già realizzata nel V-IV sec.a.c venne adibita a Tabularium ( o secondi alcuni esperti venne utilizzata come Zecca cittadina ) per la vicinanza del Bouleterion la sede del Senato cittadino,un organo ancora funzionante per volere di Re Gerone II ma con finalità un po’ diverse; in pratica era un Consiglio di saggi.(57)
La stoà Nord era adibita a Gymnasium e venne realizzata una Casa Fontana per permettere ai cittadini impegnati nella vita pubblica di attingere acqua per i loro bisogni ma serviva anche per le grandi adunate di soldati ospiti della Polis.(58)
La stoà Ovest composta da diverse botteghe ellenistiche provviste al piano terra di laboratori non venne completata per la distruzione violenta operata dai romani nel 211 a.c..(59)
Il Pritaneon ovvero l’ufficio del Supremo magistrato il Pritano eletto ogni anno venne occupato da un componente della corte geroniana .(60)
Sappiamo che Re Gerone II venne nominato Strategos autocratos insieme al greco Artemidoro dall’esercito nel 276 a.c. a Morgantina e era particolarmente legato non solo per questo episodio ma anche per la nascita della propria madre una morgantina al servizio dell’aristocratico siracusano Ierocle.(61)
La costruzione del nuovo grande Granaio voluta da Re Gerone II su progetto del geniale Archimede permise alla polis o meglio ai suoi ricchi proprietari terrieri un accumulo di enormi ricchezze nel periodo di quella prima guerra punica(275-241 a.c ) .(62)
Occorre precisare che i prezzi del grano,orzo e prodotti in genere a causa di quella guerra aumentarono parecchio e perfino la nemica Cartagine ne fece richiesta alla stessa Corte geroniana utilizzando altre Polis greche del Mediterraneo per evitare sanzioni da parte di Roma. (63)
Possiamo dunque rilevare che l’Agorà di Morgantina nel lungo regno di Re Gerone II (275-215 a.c.) era una mèta frequentata da diversi commercianti,artigiani,soldati,cortigiani ect. provenienti da ogni parte del Mediterraneo.(64)
Nel tempietto di Hermes vicino alla Tholos timoleontea c’era sistemato un Agoranomoi un magistrato che sorvegliava il mercato mentre alcuni Metronomi controllavano le misure dei commercianti e venditori autorizzati a vendere i loro prodotti.
Nei due granai erano adibiti i Sitofilici ovvero i Commissari del grano e orzo che segnavano nelle tavolette di piombo tutti i carichi e gli scarichi secondo la legge voluta da Re Gerone II.(Lex Jeronica).(65)
Per avere una visione complessiva più aderente alla realtà storica possiamo immaginare che il ricco proprietario della casa di Ganimede viveva con la sua famiglia in una Villa ellenistica dotata di un grande peristilio con le stanze decorate di affreschi alle pareti (con degli episodi sul ciclo degli Eroi e degli Dei) mentre i pavimenti con i pregevoli mosaici realizzati da valenti artigiani sicelioti provenienti probabilmente dalla scuola d’Alessandria d’Egitto.(66)
Preciso che allo stato i mosaici realizzati con delle tessere di Morgantina sono i più antichi fra quelli ritrovati in tutto il Mediterraneo.(67)
Questo ricco possidente produttore di grano,orzo,olio,vino che chiameremo Eupolemos ect. mentre riserva alla propria moglie il compito dei lavori in casa per gli schiavi e schiave nonchè l’educazione delle sue figlie , di buon mattino si reca all’Agorà per trattare i suoi commerci nella Stoa Est con i suoi referenti o acquirenti.
Il nostro Eupolemos ha due figli maschi di 12 e 15 anni e non si occupa tanto di loro perché li affida al suo Pedagogo a pagamento,questi proveniente da Siracusa un certo Ninfodoro li conduce al Gymnasium per fargli studiare non solo la poesia,la musica,l’aritmetica,la geometria ma anche praticare le attività sportive e quelle guerresche dei combattimenti.
Eupolemos dopo un piccolo spuntino a mezzogiorno provvedeva completare il ricco arredamento della sua ricca dimora acquistando da un mercante proveniente dalla Grecia delle stoviglie d’argento.
Eupolemos d’accordo con sua moglie Demarata ha già attrezzato la sua villa di ogni mobile (bauli,tavole,letti,sedie,sgabelli) ma per fare una bella figura la sera per il banchetto riservato ai suoi amici ha comprato al mercato di Morgantina un bellissimo cratere d’argento,trovandolo più adatto per gustare il suo vino murgentino prodotto direttamente dal suo vigneto allocato nella sua grande fattoria estesa 400 medimmi, nella quale impegna circa 300 schiavi e 20 uomini di fiducia.(68)
Per la cena o simposio di quella sera allietata da diverse suonatrici di flauto Eupolemos vuole meravigliare i suoi ospiti il Senatore Archidamo, il chiliarca Damone, il ricco commerciante Damas con dei piatti prelibati come il maialino al forno,il fagiano arrostito, il capretto cucinato con le sue dolci mele, un vino speziato invecchiato adeguatamente miscelato in ragione di 2: 1 d’acqua per gustare il formaggio prodotto nella sua fattoria ed infine un dolce fatto con il suo miele e la ricotta fresca ricavata dall’allevamento dei bovini di proprietà.
Eupolemos è un nome che non ho scelto a caso perché è legato al ritrovamento dei fantastici 14 Argenti ellenistici ovvero il Tesoro attualmente depositato al Metropolitan Museum di New York che prossimamente verrà restituito alla nostra comunità.
Gli Argenti di Morgantina risalenti al III sec.a.c. sono stati realizzati da grandi artigiani e molto probabilmente appartenevano al sommo Sacerdote di Demetra e Persefone ( lo Hierofante )colui che conosceva bene i Misteri ovvero i riti religiosi per propiziare ai fedeli le divinità soprattutto la liberatrice Persefone che poteva intercedere per le anime dei defunti presso lo sposo Hades il Giudice supremo dell’aldilà.
L’ipotesi che questi argenti servivano al rito religiosi in onore di Demetra e Persefone trova fondamento per la loro composizione oltre che per il numero 14 poiché i corni vanno considerati un solo pezzo, strettamente legato ai Misteri eleusini e val la pena descriverli:
a) nr.2 coppa profonda a profilo concavo diametro cm.22,8 peso gr.407-418 per le libagioni;
b) nr.2 corna lunghezza cm.15,5 peso gr.74 per legarli alla vittima sacrificale;
c) una coppa semisferica Diametro cm.14 peso gr.151 per l’offerta;
d) uno skyphos ovoide diametro cm.13,3 peso gr.300 per il rito dello Hierofante;
e) un kyathos D= cm.5,5, altezza cm.24,7 peso gr.119;
f) nr.2 secchio tronco-conico altezza cm. 18,5 diametro cm.26 peso gr.891 per mescolare il vino con i tre appoggi forgiati a maschere teatrali raffiguranti le tre divinità di Morgantina
Demetra Persefone e Dionisio ( il teatro era vicino al Santuario e Dionisio è sempre associato a Demetra);
g) una Pisside con lamina decorata a sbalzo diametro cm.10,5 peso gr.81 con la raffigurazione di Demetra con una cornucopia e Trittolemo (Ploutos) utilizzata per la profumazione;
h) una coppa profonda a profilo conico altezza cm.6,8 diametro cm.21 peso gr.480;
i) una Phiale mesomphalos altezza cm.2,3 diametro cm.15 peso gr.104 per le carni dell’offerta;
j) una pisside circolare altezza cm.5,5, diametro cm.8,3 peso gr.148 con una lavorazione a foglia d’oro e la raffigurazione del mostro marino Scilla (la dea Sikelia) in atto di lanciare un masso di pietra lavica;
k) un Altare cilindrico su base quadrata altezza cm.11 base cm.11 peso gr.368 con la raffigurazione di un bukranio e alla base tre lettere D – P - M ( Demetra –Persefone e Morgantinon) (69)


Certamente l’altra ipotesi ,da non scartare, che gli Argenti ellenistici potessero appartenere a qualche possidente per i suoi simposi trova fondamento anch’essa su quanto sappiamo sul prestigio della corte geroniana considerata pari a quella dei Tolomei di Alessandria d’Egitto.
Il tenore di vita a Morgantina nel III sec.a.c. era talmente alto che diversi ricchi cittadini potevano permettersi di possedere diversi argenti.

Tanto che nella narrazione di Tito Livio della spogliazione di Siracusa avvenuta l’anno 212 a.c. per me è perfettamente identica a quella avvenuta a Morgantina nel 211 a.c. ad opera dei Romani.(70)
La presenza di molti piccoli Santuari che occupavano lo spazio di un lotto nei vari quartieri di Morgantina è dovuta,secondo alcune ipotesi, al privilegio di alcune famiglie di ereditare la possibilità di praticare il rito religioso o meglio di avere uno speciale legame con le divinità in primis la dea Persefone.
In pratica allo stesso modo dei Dinomenidi i tiranni legati dal loro antenato Teline al culto di Demetra e Persefone.(71)
Certamente dallo studio effettuato sulla monetazione di Morgantina la divinità che emerge rispetto alle altre(Athena-demetra-Zeus) è quella della Dea Persefone sia nel periodo Agatocleo (317-289 a.c.) che in quello geroniano(275-215 a.c.) ma soprattutto in quella tormentata fase di crisi con l’adesione alla lega siculo-punica (214-212 a.c.).(72)
Purtroppo dobbiamo constatare che la ricca Polis di Morgantina scomparve sin dal 211 a.c. anche se nel successivo periodo di dominazione romana (211-36 a.c.) venne assegnata ai mercenari ispanici di Moerico ,che da bellicosi guerrieri non possedevano certamente una formazione culturale elevata come quella dei morgantini del III sec.a.c (73)
Tuttavia dobbiamo rilevare che Roma oltre sfruttare le enormi risorse granarie di Morgantina per come hanno constatato gli archeologi con il ritrovamento di parecchi denari d’argento nei Grandi Granai a partire dal 211 a.c. sino all’anno 44 a.c. fece aumentare le superfici dei terreni coltivati con vigneti.
Tutto ciò a partire dall’anno 204 a.c. quando Marco Porcio Catone, l’avversario del vincitore di Annibale il Console romano Publio Cornelio Scipione , venne nominato Questore della Sicilia oramai Provincia romana a tutti gli effetti.(74)
Marco P.Catone ebbe per la mani un libro di Re Gerone II dedicato all’agricoltura e alle sue leggi e sulla base di questo studio, peraltro derivato da un antico trattato punico sull’agricoltura di Magone risalente al IV sec.a.c , scrisse la sua opera De Agricoltura.(75)
Si trattava di sfruttare al massimo i terreni dell’Isola, già suddivisi razionalmente all’epoca geroniana(275-215 a.c.) dai ricchi sicelioti in lotti con la loro aggregazione in latifondi estesi 500 jugeri romani (250 ettari) con la sistemazione di alcune fattorie per l’alloggiamento degli animali e dei contadini (cittadini semiliberi) e soprattutto degli schiavi in genere adibiti a tutti i lavori manuali.(76)
Dai rilievi effettuati da alcuni studiosi(R. Wilson) sul territorio della decumana Morgantina, quale polis soggetta ai tributi e dichiarata dal Senato proprietà del popolo romano (ager pubblicus) in possesso della comunità ispanica sono emersi dei dati interessanti.(77)
In alcune fattorie gli uliveti erano sistemati con un allineamento rispettando le distanze fra una pianta e l’altra ma soprattutto i vigneti con la coltivazione della famosa Vite Murgentina erano provvisti di recinti.(78)
Tramite alcuni reperti archeologici si è potuto rilevare che in qualche fattoria romana c’erano delle vasche per la spremitura dell’uva raccolta (Lacus Vinaria) ed altre per la raccolto del mosto da fermentare ed infine alcuni Dolii (interrati) per la conservazione del vino murgentino.







Un vino pregiato e forte tanto che veniva paragonato ai vini siciliani il Biblino di Siracusa , il mamertino di Messana ,il Tauromino,l’ Entellino e il popolare Moscatello.(79)
C’è da dire che la presenza di tante anfore romane utilizzate per la conservazione del vino(un poco affumicate)ritrovate nell’Agorà di Morgantina soprattutto in alcuni edifici romani come il Macellum, il Termopolium e in alcune Ville ellenistiche (Casa Pappalardo, Casa del Magistrato,Casa dei Pithoi ect) non fà che confermare la storia scritta da Diodoro Siculo,in particolar modo quel periodo delle due guerre servili.(135-101 a.c.) (80)
In pratica gran parte della popolazione schiava di Morgantina venne adibita alle fornaci e alle macine mentre alcuni coltivatori semiliberi si occupavano dei commerci con i soldati romani e con quelli che transitavano nell’Agorà provenienti da ogni parte del Mediterraneo ( le colonie africane , la Grecia , le isole dell’Egeo , la Spagna ect) per come evidenziato dal ritrovamento di alcune monete.(81)
Ci rimangono ancora dei misteri da scoprire perché la parola fine della storia non vale per la nostra Morgantina , che ci riserva sempre ogni volta qualche sorpresa.





NOTE BIBLIOGRAFICHE e documentazione di riferimento

1) A.FREEMAN – Storia della Sicilia

2) G.Mario COLUMBA – La Sicilia e l’Odissea

3) Luigi PARETI –Storia della SICILIA antica

4) George VALLET – La colonizzazione greca ect

5) AA.VV

6) ATENEO

7) PLUTARCO Vite Parallele

8) DIODORO SICULO –Biblioteca Historica

9) Hubert L.ALLEN –L’età del ferro a Morgantina

10) Erik SJOQVIST I greci a Morgantina

11) Adolfo HOLM –Storia della Sicilia antica - Paola ORLANDINI

12) AA.VV

13) Vincenzo CAMMARATA – monete di Morgantina

14) Ernesto DE MIRO Introduzione al Museo di Morgantina

15) DIODORO SICULO –Biblioteca Historica

16) Malcolm BELL

17) Luigi PARETI OP.CIT- Eugenio MANNI Sicilia pagana

18) DIODORO SICULO –Biblioteca Historica

19) Malcolm BELL Erik SJOQVIST

20) AA.VV

21) Malcolm BELL

22) Vincenzo CAMMARATA – Da DIONSIO a TIMOLEONTE

23) Erik SJOQVIST – AA.VV

24) Ross R.HOLLOWAY

25) PLUTARCO Vite parallele

26) AA.VV – Luigi PARETI Storia della Sicilia antica

27) Erik SJOQVIST- TIMOLEONTE a Morgantina

28) Richard STILLWELL – Excavations Serra Orlando

29) PLUTARCO op.cit.

30) Vincenzo CAMMARATA op.cit.

31) AA.VV Alberto SPOSITO

32) Lorenzo GUZZARDI

33) AA.VV

34) Malcolm BELL

35) Hubert L.ALLEN - Adolfo HOLM

36) Tommaso FAZELLO – Luigi PARETI

37) AA.VV -

38) AA.VV Alberto SPOSITO

39) AA.VV

40) Alberto SPOSITO

41) AA.VV

42) Malcolm BELL

43) Malcolm BELL

44) Erik SJOQVIST

45) AA.VV

46) Erik SJOQVIST

47) Richard STILLWELL

48) Giavanni D’ANNEO – Storia di MORGANTINA

49) Tommaso FAZELLO

50) AA.VV Thomas GRAVES – I miti Greci

51) Thomas GRAVES –I miti greci

52) Thomas GRAVES op.cit

53) Thomas GRAVES op.cit.

54) Thomas GRAVES op.cit

55) Malcolm BELL

56) Malcolm BELL

57) Giovanna DE SENSI SESTITO – GERONE II un monarca ellenistico

58) Malcolm BELL

59) Malcolm BELL

60) AA.VV.

61) Adolfo HOLM – Tommaso FAZELLO

62) Giovanna DE SENSI SESTITO op.cit

63) Giovanna DE SENSI SESTITO op.cit

64) Malcolm BELL

65) AA.VV

66) K.PHILLIPS – mosaico di ganimede a Morgantina

67) K.PHILLIPS – G.TSAKIRGIS

68) AA.VV DIODORO SICULO

69) Dossier sul MONDO n.17 del 24/4/1998 – mio articolo completo con la descrizione su Radio Mosaici.com – nr10 ott.06 ENNA Provincia – LA SICILIA articolo di Tony ZERMO pag.9 del 5 feb 2006 – CORRIERE DELLA SERA pag.18 del 2 feb2 006 e pag.20 del 4 feb.2006


70) TITO LIVIO

71) Malcolm BELL

72) Vincenzo CAMMARATA – R.R.HOLLOWAY

73) Kenan T.ERIM - 73 bis) Theodore BUTTREY- Ludovico BREGLIA

74) Giacomo MANGANARO

75) AA.VV

76) Giacomo MANGANARO

77) Vincenzo CORDOVA

78) AA.VV . Shelley C.STONE

79) Tommaso FAZELLO

80) Malcolm BELL

81) Salvatore GARRAFFO – THE COINS di T.BUTTREY –RR.HOLLOWAY-


Fonte:
Archivio Storico Comunale

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